Laghetto alpestre
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Di Remo Palocchi.
Tranquillo e neghittoso, fra verdi sponde in fiore, giace un ceruleo lago a pie del monte.
Di farfalle un vispo sciame, a gara fan coi fiori, neu' acque a rimirar.
Veleggia nel gran cielo, magico sogno d' azzurro, soave una nube d' argento, su le onde del vento.
« Dolci acque silenti, che nelle notti tranquille e serene, ad ogni carezza d' aure, vagamente di stelle brillate; voi, che la bufera imperante, le lacrime fredde del monte, e delle valanghe l' ultimo spasimo, amorose accogliete, svelate questo divino mistero di pace! » Risponde triste il laghetto:
« Effimera è la pace mia, del verno temo la prigion fatale, tenebrosa e ghiaccia, senza bacio di sole, senza sorriso di stelle. »