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Aiguille d'Argentière 3898 m Si prega di selezionare una disciplina

L'Aiguille d'Argentière fa parte delle montagne più imponenti della regione. Con l'Aiguille de Chardonnet forma un inconfondibile duetto separato dal taglio profondo del Col du Chardonnet. Benché nessuna delle due vette arrivi ai quattromila metri, le loro vie di salita nulla hanno da invidiare a quelle dei quattromila.

L'Aiguille d'Argentière è una montagna morfologicamente complessa. Accanto alla cima principale (3901 m) si trovano, sulla cresta contorta di confine direzionata NNW-SSE, un cima W (3878 m), la Pointe S (3841m) e la Flèche Rousse (3879 m). Tra la cima principale e la Flèche Rousse si trova una alla nevosa (ca. 3827 m) che si incontrerà in alcune descrizioni. Diverse creste che si diramano dalla principale contribuiscono, con la loro lunghezza e altezza, ad aumentare l'imponenza della montagna. La cresta ESE (Arête de Flèche Rousse) si spinge al Col du Tour Noir e alla Flèche Rousse una cresta secondaria (Arête des Flèches) si snoda verso S al Glacier des Améthystes. La cresta SW (Arête du Jardin) porta alla Pointe Sud (3841 m), inizialmente ricoperta da neve, diventa rocciosa con innumerevoli interessanti cime secondarie e gendarmi che vengono chiamati "Satellites d'Argentière". Una seconda cresta SW (Arête Charlet-Straton), parallela all'Arête du Jardin, si diparte dalla cima W (3878 m) è rocciosa, conta numerosi gendarmi e fa parte dei "Satellites d'Argentière". Le due creste SW racchiudono lo stretto Glacier du Milieu sul quale si snoda la via normale per la vetta. Anche la cresta NW si dirama dalla cima W e va al Col du Chardonnet. Dal punto P. 3680 spinge lo sperone WSW leggermente arcuato che divide la parte superiore del Glacier du Chardonnet. Per finire il possente contrafforte NE, che si inizia poco a NW della cima principale e si immerge nel Glacier de Saleina. Questa cresta divide il fianco N dal fianco ENE ricoperti in passato da molto ghiaccio e che conferivano alla montagna un'indiscutibile caratteristica fredda e artica. Lo snevamento di questi fianchi sta procedendo con indubbia velocità. Nella parete ENE si trova uno strano couloir molto ripido chiamato Couloir Barbey. Il fianco S, a eccezione del caratteristico Couloir Y, è tutto roccioso. L'Aiguille d'Argentière è circondata da ghiacciai rispettabili, in particolare il Glacier d'Argentière e i suoi tre affluenti (Chardonnet, Milieu, Améthystes) su territorio francese e il Glacier de Saleina dalla parte svizzera. Tutte queste creste, fianchi e couloir offrono all'alpinista numerose possibilità di ascensioni con diversi gradi di difficoltà. Non ci si stupisce dunque che alpinisti famosi, in particolare nel passato, si siano confrontati con questa montagna.

 

Qualcosa anche sul nome! Il toponimo "Argentiere" lo si ritrova per un paese nella Vallée de Chamonix, per un ghiacciaio, per un rifugio, per un colle, per un'Aiguille e per un'Aiguillette. Deriva dall'indo-europeo "arg", latino "argenteo", gallico "arganto" e indicano i riflessi argentei delle pareti della montagna. Anche in Francia parecchie località portano questo nome riconducibili alla presenza di miniere d'argento. Non è il caso della Svizzera, "parce que la Suisse est riche en mines pauvres"…

 

A. Adams Reilly, Edward Whymper con Henry Charlet, Michel Croz e Michel Payot, 15 luglio 1864 (fianco W e cresta NW).

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