Cresta sud-occidentale | Escursionismo alpino | Rote Totz / Roter Totz | Club Alpino Svizzero CAS

Avviso importante per gli appassionati di sport di montagna

Obbligo di certificato Covid nei rifugi di montagna

A partire dal 13 settembre 2021, un certificato Covid valido dovrà essere presentato in tutti i rifugi custoditi per il pernottamento e il consumo all'interno dello stabile.

Disclaimer

Percorrere itinerari alpini esige una buona condizione, una preparazione seria e conoscenze tecniche nell’ambito dello sport di montagna. Chi percorre un itinerario descritto lo fa sotto la propria responsabilità. Per frequentare in sicurezza la montagna il CAS consiglia una formazione acquisita sotto la guida di esperti. Tutti i contenuti del Portale escursionistico del CAS sono presentati con la massima accuratezza. Il Club Alpino Svizzero CAS e gli autori non possono garantire però in alcun modo sull’attualità, la correttezza e la completezza delle informazioni messe a disposizione. Procedimenti di qualsiasi tipo contro il CAS o gli autori sono esclusi.

Cresta sud-occidentale (Via normale) Rote Totz / Roter Totz 2847 m

  • Difficoltà
    T4+
  • Salita
    4–4:30 h, 1250 m
  • Discesa
    3–3:30 h, 1250 m

Un mare di pietre sopra il Gemmipass

Il Rote Totz è un bastione roccioso impressionante, ma facile da scalare, che si erge sopra il Daubensee,. Lunga e varia, l’escursione va da verdi pascoli a paesaggi ampi e brulli fatti di placche calcaree, pietrisco e resti di ghiacciai. E, mentre nell’alta valle del Tälligletscher può esserci neve anche in estate, nella Rote Chumme, dove al mattino splende il sole, già in primavera le temperature si fanno calde.

Descrizione dell'itinerario

Sunnbüel – Hotel Schwarenbach

Da Sunnbüel si percorre l’ampio sentiero fino all’Hotel Schwarenbach.

Hotel Schwarenbach – Rote Chumme – Tälli

Dopo la prima curva a ovest dello Schwarenbach, si gira sulla via che porta alla Rote Chumme. Attraversandola, si sale su terreni ripidi e brevi passaggi leggermente esposti. Dalla sommità, la cosa più facile è scendere verso ovest nel Tälli.

Tälli – Rote Totz Lücke – Rote Totz e ritorno

Nel Tälli, si lascia il sentiero segnalato e, passando da pietraie (ometti di pietra, tracce), si sale in direzione sud alla volta dei resti del Tälligletscher. Passando dal ghiacciaio, si sale alla Rote Totz Lücke. Il ghiacciaio non presenta pressoché crepacci, tuttavia si consiglia di prestare attenzione. Sul ghiacciaio si trovano singoli pali di segnalazione, nel firn solitamente ci sono tracce (itinerario per la Lämmerenhütte). Dalla Rote Totz Lücke si raggiunge il P. 2830 passando dalla cresta sud-occidentale del Rote Totz, poi, oltrepassandola, fino alla vetta. A tratti, la cresta è esposta, ma facile da percorrere. Alla fine si incontra un gradino, sul quale si può arrampicare con facilità (breve II). Può essere aggirato anche verso destra (sud), per arrivare in cima da pietraie e tracce. Prendendo la stessa via, si torna nel Tälli, al punto dove, salendo, si era lasciato il sentiero.

Tälli – Tälliseewli – Schwarzgrätli – Schwarenbach – Sunnbüel

Nel Tälli si scende ulteriormente tenendo leggermente la destra (est) rispetto ai torrenti, all’inizio senza tracce o con tracce isolate, in direzione Tälliseewli. Da qui, si prende di nuovo il sentiero segnalato, passando a est del lago e dirigendosi a Waldiswang. Poi si cammina sotto le rocce dello Schwarzgrätli alla volta del P. 2381, su un terreno un po’ accidentato e attraverso distese di massi. Da lì si scende verso l’Hotel Schwarenbach e, percorrendo il sentiero escursionistico, si torna a Sunnbüel.

Salita alternativa diretta dalla Rote Chumme al Rote Totz

Dalla sella sopra la Rote Chumme si può salire verso il Rote Totz anche direttamente da sud. Un itinerario è segnalato da ometti di pietra, riconoscibili solo dopo il disgelo, che, a seconda delle circostanze, può durare fino a tarda estate. In tal caso, si può cercare una via personale attraverso firn e placche rocciose, raggiungendo la cresta sud-occidentale del Rote Totz poco prima del passaggio di arrampicata. L’orientamento risulta un po’ più difficoltoso, la durata si riduce di ca. 20 min.

Informazioni complementari

Uscita e punto d`arrivo

Sunnbüel, stazione a monte (1934 m)

Bergstation der Luftseilbahn Eggeschwand – Sunnbüel: www.sunnbuel.ch

Ortsbus vom Bahnhof Kandersteg zur Talstation: afabus.ch

Tempo

La variante permette di risparmiare una ventina di minuti, ma, a seconda delle condizioni, non è facilissima.

Difficoltà / Materiale

La cresta sud-occidentale del Rote Totz è moderatamente esposta, ma richiede un passo sicuro e assenza di vertigini. Il passaggio di arrampicata prima della vetta (breve II) può essere aggirato sul lato sud. A seconda del clima, nell’area del Tälligletscher può esserci neve fino a estate inoltrata, pertanto può risultare necessario cercare tracce e sentieri.

Punto di passaggio

Berghotel Schwarenbach (2060 m)

Possibilità di ristoro e pernottamento lungo la salita e la discesa.

Rote Totz Lücke (2802 m)

Qui iniziano i passaggi rocciosi che portano al Rote Totz.

Schwarzgrätli (2381 m)

Da qui, si può scendere verso lo Schwarenbach o proseguire verso il Gällihore (vetta vicina).

Wyssi Flue (Üschenen) (2470 m)

Vetta modesta che si supera durante l’itinerario che porta al Gällihore (vetta vicina).

Üschenegrat (2387 m)

Lungo l’Üschenegrat si snoda il sentiero che porta al Gällihore (vetta vicina).

Vetta limitrofa

Gällihorn / Gällihorn (2282 m)

Cima piccola, ma bella sopra Sunnbüel, molto imponente da Kandersteg. Sentiero segnalato da Sunnbüel. T3. Dopo la discesa dal Rote Totz, gli escursionisti più allenati possono proseguire dallo Schwärzgrätli (P. 2381) in direzione nord-est, percorrendo l’intero Üschenegrat fino al Gällihore.

Felshore / Felsenhorn (2784 m)

Dal passo al Rote Chumme senza tracce, ma con ometti di pietra; placche e pietraie fino alla vetta. T3.

Autori

Sabine Joss

Fredy Joss

Sabine und Fredy Joss

Escursionismo alpino, arrampicata e altri sport di montagna sono la passione di Sabine e Fredy Joss. Da molti anni, Fredy scrive e fotografa per la casa editrice del CAS e la rivista «Le Alpi». Sabine è biologa e capogita.

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