Accesso alla natura

Per quanto la nuova guida di arrampicata per le Prealpi sudoccidentali della Svizzera centrale, presentata in «Le Alpi» 6/2014, sia ampia e ben fatta, non l’avrei certamente comprata se avessi saputo che mancano alcuni territori. Ho acquistato un bel pacchetto con un contenuto ridotto. «Nonostante le dure contrattazioni» – scrive il CAS – «non è stato possibile includere nella guida tre territori per questioni di protezione della fauna selvatica.» Ciò mostra in maniera emblematica quale dovrà essere la priorità del CAS: l’accesso alla natura. In futuro ci si dovrà concentrare proprio su questo tema. Il CAS deve emergere in modo chiaro e inequivocabile nella veste di utilizzatore. Le contrattazioni andranno condotte in modo mirato e con la massima determinazione. Ambientalisti e custodi della natura sono già organizzati fin troppo bene.

La verifica della compatibilità ambientale delle guide di arrampicata del CAS ha da un lato lo scopo di raccogliere i regolamenti vigenti (per es. i divieti di arrampicata emessi a livello locale). Inoltre offre l’opportunità di ridurre preventivamente potenziali conflitti rispetto alla tutela della natura – soprattutto se questi conflitti sono di una certa entità e la rilevanza sportiva è limitata. Nella pubblicazione in oggetto si è rinunciato a piccoli settori con una manciata di vie, utilizzate finora praticamente senza impatto ambientale, ma il cui sfruttamento più intensivo sarebbe inopportuno per ragioni di protezione della fauna selvatica. Con 1299 vie in 68 territori, la guida offre comunque un’enorme riserva di possibilità di arrampicata nella regione.

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