Attorno alla Tour de Famelon Giro panoramico a due passi da Leysin

I turisti di passaggio a Leysin hanno occhi solo per le sue vicine di Aï e di Mayen. Ma per gli escursionisti con gli sci, la Tour de Famelon è la ciliegina di un bellissimo giro.

Trenta centimetri di neve fresca, vento da ovest sostenuto in quota. Il cocktail ideale per rendere l’accesso a talune vette ben più che aleatorio nei giorni a venire. È allora più prudente optare per itinerari ritenuti sicuri. Ogni regione delle Alpi ha i propri, scelti in particolare quando i bollettini delle valanghe annunciano un pericolo marcato. Sopra Leysin, nelle Prealpi vodesi, un bellissimo giro con al centro la Tour de Famelon promette un’uscita serena anche in condizioni nivologiche delicate.

Terreno accidentato, ma sicuro

Dalla piccola stazione sciistica di Solepra, sopra il villaggio di Sépey, la strada percorsa d’estate dagli arrampicatori che frequentano il dito della Pierre du Moëllé consente un avvio dolce d’inverno. Guadagnando altitudine, lo scenario si apre e lo sguardo esita tra i numerosi centri di interesse. La stessa Tour de Famelon, per cominciare, che da est appare decisamente inaccessibile. Poi le Dents du Midi, che troneggiano sulla valle del Rodano, e più lontano, verso ovest, il massiccio del Monte Bianco. Avvicinandoci ai Rochers de la Latte il percorso rimane tranquillo, ma il resto dell’itinerario spinge sempre più alla riflessione: come riusciremo a raggiungere quella bella cresta di lapié sbiancato e proseguire l’avvicinamento al monolito? Un breve pendio e un paio di conversioni tra gli abeti rossi danno infine accesso a un terreno un po’ più accidentato. E anche più ludico, come scopriamo con piacere a ogni variazione del rilievo. Qualche pino disseminato lungo la groppa conferisce ai luoghi un tocco quasi mediterraneo, mentre pian piano si apre una finestra in direzione del lago Lemano. Luoghi che attraversiamo in tutta serenità, dove regna la contemplazione.

Tre inseparabili sorelle

Meno altera delle altre due torri della regione di Leysin – Aï e Mayen – la Tour de Famelon sorprende per la sua facilità d’accesso con gli sci. Una piccola scollatura a qualche decina di metri dal punto culminante consente di intravvedere la fine della salita. Secondo le condizioni, le ultime conversioni richiedono prudenza, ma infine eccoci a dominare i paesaggi circostanti. La relativa facilità della gita e la dolcezza dei pendii contrastano fortemente con le tre masse rocciose che stanno alla base della reputazione della regione. In uno dei suoi scritti, pubblicato nel 1813, il pastore di Montreux Philippe-Sirice Bridel così le descriveva: «Sembrano aver costituito un tempo un’unica massa: ma forse il lasso devastante dei secoli o forse un grande sommovimento fisico ha aperto due larghe brecce che le separano e sono disseminate di rocce più o meno grandi, manifestamente spostate dai loro letti primitivi. È in mezzo a questo disordine spaventoso che sorgono gli chalet di Aï, dominati da un rivestimento calcareo tagliato a picco, del quale l’occhio raggiunge con fatica la sommità.» Sappiamo quanto le Alpi abbiano saputo suscitare timori in passato, e il pastore Bridel si sarebbe probabilmente stupito nel leggere sui nostri volti tutta quella gioia, mentre ci lasciamo scivolare nella neve polverosa e raggiungiamo i piedi del versante dopo una gita tanto bella.

Feedback