Donne e sci: sì, ma...

Il numero di febbraio 1943 di Nos Montagnes, l’organo del Club Alpino Femminile svizzero, è interamente dedicato allo sci. In 24 delle sue 26 pagine, donne e uomini scrivono delle gioie e dei pericoli, della storia e della tecnica dello sci, per metà in tedesco e per metà in francese. Tanto il medico Rudolf Campell, all’epoca presidente centrale del CAS, quanto Madame Hess-Vincent, segretaria della commissione tecnica dell’Associazione svizzera di ginnastica femminile, si esprimono in favore della pratica dello sci sportivo da parte delle signore, ma – per favore – con moderazione: «Praticato in maniera ragionevole, lo sport dello sci è per la donna un esercizio eccellente. La competizione deve rappresentare anche per lei solo un’apparizione transitoria, che non dovrebbe mai diventare fine a se stessa.» La guida alpina e maestro di sci Simon Rähmi propone «spiegazioni del tutto non meccaniche» a quattro disegni esemplificativi «poiché le signore non sono amiche della meccanica dello sci». Elisabeth Borel, della sezione Neuchâtel del CAFS, conclude l’articolo «La jolie saison du ski» con la valutazione: «Gioie dello sci, le migliori tra le migliori, rimarrete indimenticabili e indimenticate.»

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