Escursioni sotto la guida di un professionista Un attestato federale per accompagnatori di escursionisti

Dal 12 al 15 dicembre, sul Sempione e sul San Bernardino si sono tenuti i primi esami federali per accompagnatori di escursionisti. «Le Alpi» ha seguito una candidata durante la prova svolta sul Sempione.

Nevica in questo inizio di pomeriggio di dicembre sul versante meridionale del passo del Sempione. Le ultime case di Simplon-Dorf, da dove il nostro gruppo è partito, svaniscono gradualmente dietro un sipario di nebbia. Guidata da Danielle Frachebourg, accompagnatrice di escursionisti, la carovana si avvicina allo Hittuwald, un bosco di larici che domina il villaggio a sud-ovest. Il sottile strato di neve fresca, che non giustifica il ricorso alle racchette, scricchiola sotto i nostri passi. Qua e là, animali selvatici hanno lasciato delle tracce, che Danielle Frachebourg non manca di commentare.

Esame snellito

Discosti dal gruppo, due altri escursionisti prendono delle note. Introduzione, consegne, poi il controllo degli ARTVA: nulla è loro sfuggito. Christian Pletscher e Tony Millius sono gli esperti che giudicheranno se Danielle Frachebourg potrà fregiarsi del titolo di accompagnatrice di escursionisti «con attestato federale». Proprio quella mattina, come gli altri 71 candidati, ha dato un primo esame incentrato sulla sicurezza: meteorologia, neve, primi soccorsi e preparazione dell’escursione ne erano i temi.

Già titolari di un diploma emesso da uno dei cinque formatori riconosciuti in Svizzera, i candidati beneficiano fino ad agosto 2012 di un periodo transitorio, che permette loro di confrontarsi a una versione snellita dell’esame, comprendente una prova sulla sicurezza (orale e pratica) di 30 minuti e di un’escursione test di tre ore.

Alberi, storie e storia

Una radura dello Hittuwald, sono le 14.30. A Danielle Frachebourg rimangono 150 minuti per dar prova delle sue capacità. Ci fermiamo davanti a un larice enorme, con una circonferenza di oltre cinque metri. «Avrà almeno cent’anni», azzarda qualcuno. «In realtà, questo magnifico esemplare deve averne più di 800. Per dirlo con precisione ci vorrebbe un carotaggio», spiega Danielle Frachebourg. Ci togliamo i guanti e accarezziamo la corteccia del gigante immobile. Un’apertura naturale nel tronco permette di infilarci un braccio. «Conoscete la leggenda?», chiede la nostra accompagnatrice. «Per la gente di qui, un misterioso eremita andrebbe a cercare i neonati nelle viscere degli alberi.» Danielle ci spiega che gli esemplari più vecchi dello Hittuwald hanno più di mille anni. Dal suo zaino estrae un tondo di legno, che ha battezzato «Laryx», il nome latino del larice. Sulla sua superficie coperta dai cerchi annuali, testimoni della crescita dell’albero, ha riprodotto sotto forma di una linea circa 800 anni di storia del passo del Sempione: cosa non hanno visto, questi larici venerabili, dal passaggio delle prime carovane dei Valser nel XII secolo!

Scoprire la natura con i cinque sensi

Tra i sei clienti del giorno, Freddy è un assiduo delle uscite organizzate da Danielle Frachebourg. «Apprezzo molto l’aspetto geoturistico delle attività proposte», afferma. E Bernard, un altro cliente, aggiunge che «la guida ti conduce da qualche parte, mentre l’accompagnatore ti invita a scoprire la natura con i tuoi cinque sensi: è un valore aggiunto.» Due mestieri complementari agli occhi di Pierre Mathey, vice presidente e portavoce dell’Associazione svizzera delle guide di montagna (ASGM), che precisa: «Il lavoro dell’accompagnatore termina dove inizia quello della guida.» In effetti, le attività del primo si limitano a un ambiente che non richiede materiale tecnico (imbragature, corde, ramponi). Se d’inverno l’accompagnatore può guidare delle gite con le racchette, lo scialpinismo rimane prerogativa delle guide.

E dopo queste ultime, è il turno degli accompagnatori di beneficiare di un riconoscimento federale, sinonimo di armonizzazione della formazione: «Un marchio di qualità nei confronti degli attori del turismo», secondo Danielle Frachebourg, che dal 2009 propone attività diverse a imprese, scuole e privati desiderosi di conferire un tocco di originalità a un’uscita nella natura. Analogamente a molti accompagnatori, Danielle non vive di questo mestiere piuttosto esigente. «Bisogna poter contare su una clientela fedele ed essere molto disponibili, anche nei fine settimana», spiega colei che trova in questa professione un ottimo mezzo per condividere la sua passione per la natura. «Nel mio salone, non avrei mai l’ispirazione che trovo in una foresta», aggiunge.

Di ritorno al villaggio, il campanile batte cinque rintocchi. Per la nostra accompagnatrice, l’esame è concluso; per noi clienti è la fine di una bella avventura. Ora inizia la discussione degli esperti. Per Danielle Frachebourg, che otterrà il suo certificato due settimane più tardi, l’esame è superato.

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