Il CAS apre alle «tutine»

Le «tutine» approdano al CAS. Ce ne informa Martine Brocard a pagina 46 di questo numero. Alcune sezioni propongono ai loro membri amanti della competizione e dello sforzo integrale delle uscite a un ritmo adeguato. Lo scopo? Permettere loro di prepararsi ai grandi appuntamenti dello scialpinismo compiendo escursioni sotto la guida di capigita e senza risparmiare sulla sicurezza. La sezione Montana-Vermala lo fa con successo da ormai quattro anni. La sezione Uto tenta l’avventura proprio questa stagione, e altre sono in procinto di seguirne la traccia. Mentre in seno al CAS il termine «competizione» suscita ancora parecchia resistenza, queste sezioni cavalcano l’onda – peraltro decisamente attuale – dello sport agonistico.

«Bel colpo!», mi verrebbe da dire a queste sezioni innovatrici: invece di demonizzare questa minoranza in crescita per la quale le prestazioni contano, hanno deciso di prepararle un posto nel loro programma escursionistico. Dopo tutto, la montagna è pluralista e aperta a tutti. Come lo deve essere anche il Club Alpino.

In occasione del 150° del CAS, l’esposizione «Helvetia Club» proponeva la nostra associazione come uno specchio della nostra società e della sua evoluzione. All’inizio del XX secolo dovette risolversi a includere gli sciatori – dopo oltre vent’anni di tentennamenti! Si trattò allora di un matrimonio d’interesse, ma sarebbe difficile immaginare oggi il CAS senza lo sci.

Da allora, il club ha compiuto un altro passo. All’inizio non certo senza esitazioni, ma si è dato alla competizione. Con lo Swiss Team CAS di scialpinismo in veste di ambasciatore.

Ai Campionati del mondo di Verbier, in febbraio, ho avuto modo di constatare l’entusiasmo degli spettatori per questo sport spettacolare. E se proprio questi ultimi decidessero di dedicarvisi? Forse i più giovani aderirebbero a uno dei nostri centri regionali di scialpinismo. Altri si preparerebbero in vista di una partecipazione alla PdG, alla Pierra Menta o al Trofeo dei Gastlosen. E piuttosto che allenarsi da soli ai margini delle piste delle stazioni sciistiche o partire all’avventura senza alcuna esperienza, magari si lascerebbero tentare dal programma di

una delle nostre sezioni. Vi troverebbero modo di allenarsi, di condividere le loro esperienze, ma anche – e soprattutto – di diventare dei montanari responsabili.

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