Il passo del vento Sillabario alpino

Sicuramente un testo più letterario e meno avventuroso e certamente magico per tutti quei lemmi, principi di parole, di storie, di piccoli universi e dimensioni alpine che ci racconta. Il passo del vento è un testo che riunisce saggezze naturali e riflessioni attuali. A proposito della lettera A e della parola «Albero», Mauro Corona ci ricorda i sedici milioni divelti sulle Dolomiti dal ciclone Vaia alla fine di ottobre del 2018: «Colpiti a tradimento, ora giacciono a terra, stesi come cadaveri, e di loro rimane solo un’immagine sepolcrale di morte violenta.» Alla lettera B e alla parola «Bosco», Matteo Righetto ci dice che il bosco è la cura per ogni male, luogo di intimità emotiva e raccoglimento meditativo. Ci invita a spegnere i telefonini e a portarci i nostri figli, ci invita ad insegnare loro i nomi degli alberi e non quelli dei personaggi televisivi. Ci invita ad insegnargli l’importanza di andare oltre la superficie, di comprendere la meraviglia delle cose invisibili agli occhi per esempio osservando il percorso delle radici degli alberi. Personalmente ho apprezzato molto la lettera D e la parola «Deciduo» che è una sorta di tacito compromesso: «Per potersi rinnovare e crescere più grandi e forti è sempre necessario lasciarsi qualcosa alle spalle, in apparenza tradire ciò che è stato. Per questo è deciduo tutto ciò che è ciclico, destinato a morire per poi rinascere.» Ogni lettera una scoperta, ogni parola uno spunto finché alla fine, ancora una volta, la montagna e tutto ciò che la caratterizza diventa metafora della vita mentre «amarla significa stare al mondo con franchezza, desiderio di avventura, accortezza e spirito di solidarietà, rispetto per la vita in tutte le sue manifestazioni».

Autore

Mauro Corona, Matteo Righetto

Origine

Mondadori, Milano 2019, ISBN 978-88-0470-965-7, € 18,00

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