In capanna su due ruote Il CAS invita i mountain biker in capanna

Attraverso magnifici altopiani e ripidi sentieri per poi lanciarsi a valle: le due ruote in montagna fanno tendenza. Il CAS lancia l’azione «In bici alla capanna».

È un lunedì mattina di sole alla Chamanna digl Kesch. Mentre gli escursionisti riempiono di tè le loro borracce, sul tavolo spunta un’altra bevanda: drink energetici. «È per i nostri ciclisti», spiega il custode Reto Barblan. In realtà, a ben guardare nel locale degli sci, assieme a corde e zaini ecco anche due biciclette. E sul tavolo ci sono due caschi da ciclista. Quella che per molti potrebbe apparire come un’immagine inconsueta, alla Chamanna digl Kesch è cosa affermata. «Nelle belle giornate estive, da noi fa tappa un’ottantina di biker, e alcuni si fermano a dormire», aggiunge Barblan. La tendenza sarebbe in crescita.

Niente da dire: le due ruote sono trendy, anche tra i soci del CAS. Stando a un sondaggio, uno su quattro di loro cavalca il sellino. Il fatto che questa disciplina si riveli maggiormente apprezzata dell’arrampicata o delle escursioni con le racchette non è sfuggito alle sezioni, la maggior parte delle quale propone delle gite. Nell’ambito del CAS, nella formazione ci si limita a due corsi sulla tecnica di guida (vedi riquadro).

Ospiti benvoluti in capanna

Un nuovo opuscolo del CAS mette per la prima volta i biker in primo piano. Dispinibile in francese e tedesco, l’opuscolo ritrae 12 capanne raggiungibili con le due ruote. Oltre a bellissime immagini e a una grande varietà di itinerari, la brossura contiene anche importanti consigli e avvincenti interviste a professionisti e custodi di capanne. «Intendiamo con questo promuovere il piacere della bicicletta», commenta Eveline Jeanrichard, del marketing del CAS, che con molta passione ha dato vita al progetto.

Varietà garantita

I ciclisti sono ospiti particolarmente ben visti nei Grigioni: in fin dei conti, arrivano in cima alla montagna con uno zaino il più possibile ridotto e, dopo la prestazione sportiva, si rivelano consumatori riconoscenti. «Adesso mi godrei volentieri una rösti con l’uovo», dice ridendo un biker che ha appena deposto il suo veicolo nell’erba, si asciuga il sudore dalla fronte e prende posto sulla terrazza della Chamanna digl Kesch. Lo zurighese ha visitato numerose capanne con la bici. È entusiasta: «La varietà è incredibile. E come con gli sci, il vero divertimento arriva solo con la discesa», commenta. È comunque opportuno saper giudicare bene il proprio livello di tecnica e condizione. Su questo concorda il custode della Carschinahütte: «Alcuni si sopravvalutano troppo», conferma Tom Solèr. E alcuni si esauriscono proprio nel difficilissimo tratto che dalla sua capanna conduce alla Schesaplanahütte: «Questo è un terreno alpino d’alta quota, molto difficile.»

Il rispetto è importante

E cosa succede tra ciclisti e camminatori? Quando alcuni anni or sono il biking andava acquisendo popolarità, scoppiò una controversia: gli escursionisti si sentivano disturbati, stressati o spaventati dai ciclisti che sfrecciavano loro attorno. Oggi, secondo Bruno Lüthi, responsabile del marketing capanne del CAS, la situazione sembra essersi rilassata: «Percepisco un’accettazione che rallegra», commenta anche il ciclista sulla terrazza della Kesch. Neppure ai custodi sono sinora giunte altre lamentele dei gitanti. Tuttavia un aspetto è chiaro: lo stare assieme funziona solo se anche i biker si attengono alle regole. I camminatori hanno di regola la priorità, e il ciclista cercherà di evitare le vie a forte percorrenza. Solèr, della Carschinahütte, lo esprime in modo chiaro: «Tolleranza e rispetto sono le cose più importanti.» Poiché poco importa se con due piedi o due ruote: ciò che conta alla fine è il piacere del movimento e della montagna.

Mountain bike con il CAS

Diversamente dalle associazioni vicine, come la DAV e la ÖAV, il CAS non offre alcuna formazione completa per ciclisti. E questo per un valido motivo: la concorrenza è troppa. «Swiss Cycling ha già istituito un’ottima e bene affermata formazione», spiega Bruno Hasler, responsabile per la formazione del CAS. Per questo, l’offerta dell’associazione si limita a due corsi l’anno. Ciò nonostante, il CAS ha fatto proprio il tema, e assieme ad altre sei associazioni ha elaborato una presa di posizione su escursionismo e ciclismo che sostiene una convivenza reciprocamente rispettosa. Le associazioni alpine internazionali hanno inoltre stabilito un decalogo del biker, consultabile all’indirizzo www.sac-cas.ch → Unterwegs → Alpin-Merkblätter → Mountainbiken.

L’opuscolo «A VTT vers 12 cabanes du CAS» può essere scaricato alla pagina www.sac-cas.ch/fr/cabanes/vtt.

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