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Jungfrau

La Jungfrau (4158 m), la terza montagna più alta delle Alpi bernesi, forma assieme all’Eiger e al Mönch una famosa triade che attrae ogni anno milioni di visitatori. A lungo è stata ritenuta la montagna più popolare della Svizzera. La sua immagine è sconvolgente: sovrasta infatti di circa 3000 metri la Lauterbrunnental. Dal 1912 una ferrovia a cremagliera porta alla Jungfraujoch (3466 m) e ne facilita l’accesso «per vie secondarie». Ciò nonostante, già questa via normale costituisce un’impegnativa escursione d’alta montagna.

«
«O crollanti cime di ghiaccio! O valanghe che un respiro trae giù in ammontate ruine, venite a schiacciarmi!»
Lord Byron
Così esclama l’eroe del Manfredo, il dramma di Lord Byron (1817; trad.: Silvio Pellico). Nel XIX secolo, la Jungfrau ispirò l’opera di numerosi artisti.

La via normale: la via normale porta alla vetta per la Rottalsattel e la cresta sud-est (PD, disl. 900 m, 4-5 h dalla Mönchsjochhütte). Dopo ­l’accesso al ghiacciaio e un passaggio su roccia, i passaggi chiave sono il risalto ghiacciato per la Rottalsattel e il successivo attraversamento del ripido nevaio. Dopo una nevicata, il pericolo di ­valanghe può qui sussistere anche d’estate. Lunghe aste di metallo facilitano l’assicurazione, anche nel facile tratto di arrampicata per la vetta. I primi scalatori raggiunsero la montagna dalla valle del Rodano.
La via bella: nella sua parte superiore, la Innere Rottalgrat (AD, IV, disl. 1400 m, 5-7 h dalla Rottalhütte) è te­cni­camente facilitata da corde e aste, ma non va tuttavia sottovalutata! Vi è infatti pericolo di franamenti ed è delicata con roccia bagnata o gelata. L’orientamento è facilitato da riflettori e «coccinelle» rosse.
> La ferrovia a cremagliera della Jungfraujoch supera in 9,34 chilometri quasi 1400 metri di dislivello e si ferma ai 3454 metri della più alta ­stazione ferroviaria d’Europa.
La via famosa: la via per la cresta nord-est (D+, IV, disl. 800 m, 8-10 h) porta dalla Jungfraujoch in numerosi ­risalti rocciosi alla Wengen Jungfrau e quindi alla vetta attraverso lo Hochfirn.
>Dal 2001, la Jungfrau e la ­regione meridionale denominata Jungfrau-Aletsch sono iscritte al Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

Dati e fatti

Altezza: 4158,2 m

Prominenza: 692 m → Jungfraujoch

Isolamento topografico: 12,5 km → Finsteraarhorn

Prima ascensione: 3 agosto 1811, da parte di Johann Rudolf e Hieronymus Meyer con le guide Joseph Bortis e Alois Volken

Via normale: per la Rottalsattel

Capanne: Mönchsjochhütte (3657 m), Rottalhütte SAC (2755 m), Silberhornhütte SAC (2663 m)

Jungfrau

La Jungfrau (4158 m), la terza montagna più alta delle Alpi bernesi, forma assieme all’Eiger e al Mönch una famosa triade che attrae ogni anno milioni di visitatori. A lungo è stata ritenuta la montagna più popolare della Svizzera. La sua immagine è sconvolgente: sovrasta infatti di circa 3000 metri la Lauterbrunnental. Dal 1912 una ferrovia a cremagliera porta alla Jungfraujoch (3466 m) e ne facilita l’accesso «per vie secondarie». Ciò nonostante, già questa via normale costituisce un’impegnativa escursione d’alta montagna.

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«O crollanti cime di ghiaccio! O valanghe che un respiro trae giù in ammontate ruine, venite a schiacciarmi!»
Lord Byron
Così esclama l’eroe del Manfredo, il dramma di Lord Byron (1817; trad.: Silvio Pellico). Nel XIX secolo, la Jungfrau ispirò l’opera di numerosi artisti.

La via normale: la via normale porta alla vetta per la Rottalsattel e la cresta sud-est (PD, disl. 900 m, 4-5 h dalla Mönchsjochhütte). Dopo ­l’accesso al ghiacciaio e un passaggio su roccia, i passaggi chiave sono il risalto ghiacciato per la Rottalsattel e il successivo attraversamento del ripido nevaio. Dopo una nevicata, il pericolo di ­valanghe può qui sussistere anche d’estate. Lunghe aste di metallo facilitano l’assicurazione, anche nel facile tratto di arrampicata per la vetta. I primi scalatori raggiunsero la montagna dalla valle del Rodano.
La via bella: nella sua parte superiore, la Innere Rottalgrat (AD, IV, disl. 1400 m, 5-7 h dalla Rottalhütte) è te­cni­camente facilitata da corde e aste, ma non va tuttavia sottovalutata! Vi è infatti pericolo di franamenti ed è delicata con roccia bagnata o gelata. L’orientamento è facilitato da riflettori e «coccinelle» rosse.
> La ferrovia a cremagliera della Jungfraujoch supera in 9,34 chilometri quasi 1400 metri di dislivello e si ferma ai 3454 metri della più alta ­stazione ferroviaria d’Europa.
La via famosa: la via per la cresta nord-est (D+, IV, disl. 800 m, 8-10 h) porta dalla Jungfraujoch in numerosi ­risalti rocciosi alla Wengen Jungfrau e quindi alla vetta attraverso lo Hochfirn.
>Dal 2001, la Jungfrau e la ­regione meridionale denominata Jungfrau-Aletsch sono iscritte al Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

Dati e fatti

Altezza: 4158,2 m

Prominenza: 692 m → Jungfraujoch

Isolamento topografico: 12,5 km → Finsteraarhorn

Prima ascensione: 3 agosto 1811, da parte di Johann Rudolf e Hieronymus Meyer con le guide Joseph Bortis e Alois Volken

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Capanne: Mönchsjochhütte (3657 m), Rottalhütte SAC (2755 m), Silberhornhütte SAC (2663 m)

Jungfrau

La Jungfrau (4158 m), la terza montagna più alta delle Alpi bernesi, forma assieme all’Eiger e al Mönch una famosa triade che attrae ogni anno milioni di visitatori. A lungo è stata ritenuta la montagna più popolare della Svizzera. La sua immagine è sconvolgente: sovrasta infatti di circa 3000 metri la Lauterbrunnental. Dal 1912 una ferrovia a cremagliera porta alla Jungfraujoch (3466 m) e ne facilita l’accesso «per vie secondarie». Ciò nonostante, già questa via normale costituisce un’impegnativa escursione d’alta montagna.

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«O crollanti cime di ghiaccio! O valanghe che un respiro trae giù in ammontate ruine, venite a schiacciarmi!»
Lord Byron
Così esclama l’eroe del Manfredo, il dramma di Lord Byron (1817; trad.: Silvio Pellico). Nel XIX secolo, la Jungfrau ispirò l’opera di numerosi artisti.

La via normale: la via normale porta alla vetta per la Rottalsattel e la cresta sud-est (PD, disl. 900 m, 4-5 h dalla Mönchsjochhütte). Dopo ­l’accesso al ghiacciaio e un passaggio su roccia, i passaggi chiave sono il risalto ghiacciato per la Rottalsattel e il successivo attraversamento del ripido nevaio. Dopo una nevicata, il pericolo di ­valanghe può qui sussistere anche d’estate. Lunghe aste di metallo facilitano l’assicurazione, anche nel facile tratto di arrampicata per la vetta. I primi scalatori raggiunsero la montagna dalla valle del Rodano.
La via bella: nella sua parte superiore, la Innere Rottalgrat (AD, IV, disl. 1400 m, 5-7 h dalla Rottalhütte) è te­cni­camente facilitata da corde e aste, ma non va tuttavia sottovalutata! Vi è infatti pericolo di franamenti ed è delicata con roccia bagnata o gelata. L’orientamento è facilitato da riflettori e «coccinelle» rosse.
> La ferrovia a cremagliera della Jungfraujoch supera in 9,34 chilometri quasi 1400 metri di dislivello e si ferma ai 3454 metri della più alta ­stazione ferroviaria d’Europa.
La via famosa: la via per la cresta nord-est (D+, IV, disl. 800 m, 8-10 h) porta dalla Jungfraujoch in numerosi ­risalti rocciosi alla Wengen Jungfrau e quindi alla vetta attraverso lo Hochfirn.
>Dal 2001, la Jungfrau e la ­regione meridionale denominata Jungfrau-Aletsch sono iscritte al Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

Dati e fatti

Altezza: 4158,2 m

Prominenza: 692 m → Jungfraujoch

Isolamento topografico: 12,5 km → Finsteraarhorn

Prima ascensione: 3 agosto 1811, da parte di Johann Rudolf e Hieronymus Meyer con le guide Joseph Bortis e Alois Volken

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Capanne: Mönchsjochhütte (3657 m), Rottalhütte SAC (2755 m), Silberhornhütte SAC (2663 m)

Jungfrau

La Jungfrau (4158 m), la terza montagna più alta delle Alpi bernesi, forma assieme all’Eiger e al Mönch una famosa triade che attrae ogni anno milioni di visitatori. A lungo è stata ritenuta la montagna più popolare della Svizzera. La sua immagine è sconvolgente: sovrasta infatti di circa 3000 metri la Lauterbrunnental. Dal 1912 una ferrovia a cremagliera porta alla Jungfraujoch (3466 m) e ne facilita l’accesso «per vie secondarie». Ciò nonostante, già questa via normale costituisce un’impegnativa escursione d’alta montagna.

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«O crollanti cime di ghiaccio! O valanghe che un respiro trae giù in ammontate ruine, venite a schiacciarmi!»
Lord Byron
Così esclama l’eroe del Manfredo, il dramma di Lord Byron (1817; trad.: Silvio Pellico). Nel XIX secolo, la Jungfrau ispirò l’opera di numerosi artisti.

La via normale: la via normale porta alla vetta per la Rottalsattel e la cresta sud-est (PD, disl. 900 m, 4-5 h dalla Mönchsjochhütte). Dopo ­l’accesso al ghiacciaio e un passaggio su roccia, i passaggi chiave sono il risalto ghiacciato per la Rottalsattel e il successivo attraversamento del ripido nevaio. Dopo una nevicata, il pericolo di ­valanghe può qui sussistere anche d’estate. Lunghe aste di metallo facilitano l’assicurazione, anche nel facile tratto di arrampicata per la vetta. I primi scalatori raggiunsero la montagna dalla valle del Rodano.
La via bella: nella sua parte superiore, la Innere Rottalgrat (AD, IV, disl. 1400 m, 5-7 h dalla Rottalhütte) è te­cni­camente facilitata da corde e aste, ma non va tuttavia sottovalutata! Vi è infatti pericolo di franamenti ed è delicata con roccia bagnata o gelata. L’orientamento è facilitato da riflettori e «coccinelle» rosse.
> La ferrovia a cremagliera della Jungfraujoch supera in 9,34 chilometri quasi 1400 metri di dislivello e si ferma ai 3454 metri della più alta ­stazione ferroviaria d’Europa.
La via famosa: la via per la cresta nord-est (D+, IV, disl. 800 m, 8-10 h) porta dalla Jungfraujoch in numerosi ­risalti rocciosi alla Wengen Jungfrau e quindi alla vetta attraverso lo Hochfirn.
>Dal 2001, la Jungfrau e la ­regione meridionale denominata Jungfrau-Aletsch sono iscritte al Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

Dati e fatti

Altezza: 4158,2 m

Prominenza: 692 m → Jungfraujoch

Isolamento topografico: 12,5 km → Finsteraarhorn

Prima ascensione: 3 agosto 1811, da parte di Johann Rudolf e Hieronymus Meyer con le guide Joseph Bortis e Alois Volken

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Capanne: Mönchsjochhütte (3657 m), Rottalhütte SAC (2755 m), Silberhornhütte SAC (2663 m)

Jungfrau

La Jungfrau (4158 m), la terza montagna più alta delle Alpi bernesi, forma assieme all’Eiger e al Mönch una famosa triade che attrae ogni anno milioni di visitatori. A lungo è stata ritenuta la montagna più popolare della Svizzera. La sua immagine è sconvolgente: sovrasta infatti di circa 3000 metri la Lauterbrunnental. Dal 1912 una ferrovia a cremagliera porta alla Jungfraujoch (3466 m) e ne facilita l’accesso «per vie secondarie». Ciò nonostante, già questa via normale costituisce un’impegnativa escursione d’alta montagna.

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«O crollanti cime di ghiaccio! O valanghe che un respiro trae giù in ammontate ruine, venite a schiacciarmi!»
Lord Byron
Così esclama l’eroe del Manfredo, il dramma di Lord Byron (1817; trad.: Silvio Pellico). Nel XIX secolo, la Jungfrau ispirò l’opera di numerosi artisti.

La via normale: la via normale porta alla vetta per la Rottalsattel e la cresta sud-est (PD, disl. 900 m, 4-5 h dalla Mönchsjochhütte). Dopo ­l’accesso al ghiacciaio e un passaggio su roccia, i passaggi chiave sono il risalto ghiacciato per la Rottalsattel e il successivo attraversamento del ripido nevaio. Dopo una nevicata, il pericolo di ­valanghe può qui sussistere anche d’estate. Lunghe aste di metallo facilitano l’assicurazione, anche nel facile tratto di arrampicata per la vetta. I primi scalatori raggiunsero la montagna dalla valle del Rodano.
La via bella: nella sua parte superiore, la Innere Rottalgrat (AD, IV, disl. 1400 m, 5-7 h dalla Rottalhütte) è te­cni­camente facilitata da corde e aste, ma non va tuttavia sottovalutata! Vi è infatti pericolo di franamenti ed è delicata con roccia bagnata o gelata. L’orientamento è facilitato da riflettori e «coccinelle» rosse.
> La ferrovia a cremagliera della Jungfraujoch supera in 9,34 chilometri quasi 1400 metri di dislivello e si ferma ai 3454 metri della più alta ­stazione ferroviaria d’Europa.
La via famosa: la via per la cresta nord-est (D+, IV, disl. 800 m, 8-10 h) porta dalla Jungfraujoch in numerosi ­risalti rocciosi alla Wengen Jungfrau e quindi alla vetta attraverso lo Hochfirn.
>Dal 2001, la Jungfrau e la ­regione meridionale denominata Jungfrau-Aletsch sono iscritte al Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

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Altezza: 4158,2 m

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Isolamento topografico: 12,5 km → Finsteraarhorn

Prima ascensione: 3 agosto 1811, da parte di Johann Rudolf e Hieronymus Meyer con le guide Joseph Bortis e Alois Volken

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Jungfrau

La Jungfrau (4158 m), la terza montagna più alta delle Alpi bernesi, forma assieme all’Eiger e al Mönch una famosa triade che attrae ogni anno milioni di visitatori. A lungo è stata ritenuta la montagna più popolare della Svizzera. La sua immagine è sconvolgente: sovrasta infatti di circa 3000 metri la Lauterbrunnental. Dal 1912 una ferrovia a cremagliera porta alla Jungfraujoch (3466 m) e ne facilita l’accesso «per vie secondarie». Ciò nonostante, già questa via normale costituisce un’impegnativa escursione d’alta montagna.

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«O crollanti cime di ghiaccio! O valanghe che un respiro trae giù in ammontate ruine, venite a schiacciarmi!»
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Così esclama l’eroe del Manfredo, il dramma di Lord Byron (1817; trad.: Silvio Pellico). Nel XIX secolo, la Jungfrau ispirò l’opera di numerosi artisti.

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La via bella: nella sua parte superiore, la Innere Rottalgrat (AD, IV, disl. 1400 m, 5-7 h dalla Rottalhütte) è te­cni­camente facilitata da corde e aste, ma non va tuttavia sottovalutata! Vi è infatti pericolo di franamenti ed è delicata con roccia bagnata o gelata. L’orientamento è facilitato da riflettori e «coccinelle» rosse.
> La ferrovia a cremagliera della Jungfraujoch supera in 9,34 chilometri quasi 1400 metri di dislivello e si ferma ai 3454 metri della più alta ­stazione ferroviaria d’Europa.
La via famosa: la via per la cresta nord-est (D+, IV, disl. 800 m, 8-10 h) porta dalla Jungfraujoch in numerosi ­risalti rocciosi alla Wengen Jungfrau e quindi alla vetta attraverso lo Hochfirn.
>Dal 2001, la Jungfrau e la ­regione meridionale denominata Jungfrau-Aletsch sono iscritte al Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

Dati e fatti

Altezza: 4158,2 m

Prominenza: 692 m → Jungfraujoch

Isolamento topografico: 12,5 km → Finsteraarhorn

Prima ascensione: 3 agosto 1811, da parte di Johann Rudolf e Hieronymus Meyer con le guide Joseph Bortis e Alois Volken

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