La parete come cura L’arrampicata terapeutica

Nella palestra di arrampicata «Kraftreaktor» di Lenzburg, negli ultimi mesi si è affermata un’offerta del tutto nuova in Svizzera: l’arrampicata terapeutica secondo Hajo Friederich. Un metodo completo ed efficiente, stando alla promotrice, Roseline Bestler.

In Germania, l’ancora giovane «Therapeutisches Klettern nach Hajo Friederich» – l’arrampicata terapeutica secondo Hajo Friederich – o TKHF, è ampiamente diffusa. In Svizzera, per contro, questo metodo sviluppato circa 25 anni or sono è ancora in gran parte sconosciuto. È ciò che Roseline Bestler intende cambiare. Gestisce uno studio di terapia craniosacrale ad Aarau, ed è convinta che il coordinamento tra forza fisica e tensione corporea richiesto dall’arrampicata possa essere utilizzato a scopi terapeutici per numerosi disturbi.

Lavora con questo metodo al «Kraftreaktor» di Lenzburg, dove utilizza la parete di arrampicata solo vicino al suolo. A proteggere dalle cadute accidentali non è la corda, ma il tappetino. «Arrampichiamo da destra a sinistra e ritorno, concentrati, in modo intenso e con tensione, dalla punta dei capelli a quella delle dita dei piedi. Si utilizza tutto quanto, persino il cervello», dice Roseline ridendo a una delle sue prime pazienti.

«Ognuno arrampica a modo suo»

Roseline Bestler ha superato i due anni di formazione TKHF, proposto solo in Germania, come qualifica professionale aggiuntiva. In precedenza aveva accuratamente approfondito i segreti dell’arrampicata sportiva, traendone piacere anche a livello personale. L’idea di utilizzare a scopo terapeutico le facoltà di arrampicare che l’essere umano possiede dalla nascita l’ha subito convinta: «Afferrare, rilasciare, osservare, spostare il centro di gravità, muoversi nella verticale e contemporaneamente allenare ludicamente il proprio corpo sotto una guida terapeutica – questo va al di là delle attuali dimensioni terapeutiche.» Il metodo possiede inoltre un vantaggio diagnostico: il modo in cui una persona arrampica potrebbe ad esempio indicare che le cause di un problema alla schiena non siano quelle ipotizzate in origine.

Allenarsi può essere divertente

«Il fitness e la terapia sulla parete di arrampicata divertono e favoriscono la rigenerazione dopo interventi, incidenti o disturbi fastidiosi», spiega Roseline Bestler. I molti anni di pratica le hanno insegnato quali rischi si celano nelle strutture di fitness convenzionali: «Nonostante le istruzioni iniziali, gli esercizi vi vengono spesso svolti in modo errato o addirittura controproducente.» Sulla parete di arrampicata, al contrario, articolazioni, muscoli, legamenti, tendini e nervi possono essere allenati e stimolati in modo guidato e secondo una sequenza di movimenti naturale. «Ai miei clienti non propongo soltanto riabilitazione e sollievo, ma li posso anche sostenere nella scoperta di una nuova attività», commenta la terapista. Già ora, a circa sei mesi dal lancio della nuova offerta terapeutica al «Kraftreaktor», appare chiaro che i clienti che sono stati assieme a lei sulla parete si interesseranno successivamente con ogni probabilità anche al bouldering o all’arrampicata sportiva negli altri spazi della palestra.

Una fortuna per tutti

«So da sempre che l’arrampicata è divertente, ma osservare come i clienti lasciano la palestra dopo una sessione con Roseline Bestler è davvero un’esperienza speciale», dice Marco Toretti, responsabile della struttura. Gestisce la palestra di arrampicata «Kraftreaktor» di Lenzburg da due anni assieme alla moglie, in veste di proprietari. «Dopo un’ora la gente appare visibilmente stanca e, a fronte dei molti movimenti nuovi, persino un po’ sfinita. Ma al tempo stesso dà un’impressione di incredibile felicità e rilassamento.» Nella nuova offerta, Toretti vede un grande potenziale: «Noi siamo specialisti del movimento. I massaggi e la terapia sul lettino fanno senz’altro bene, ma muoversi personalmente è quasi sempre meglio», afferma Toretti, attivo in seno al «Kraftreaktor» già da 15 anni. La nuova proposta terapeutica si adatta perciò idealmente al concetto di palestra di arrampicata e si presenta come un’opportunità win-win. «Terapista, pazienti e squadra della palestra sono tutti entusiasti della nuova offerta. La accompagna un ottimo spirito, e questo è percepito da tutti quanti!»

A Lenzburg, il nuovo e non proprio convenzionale percorso terapeutico si rivolge a persone con e senza disturbi, bambini e adulti fino in età avanzata. Gli sportivi e i non (ancora) sportivi sono interpellati tanto quanto le persone che temono le altezze o soffrono di vertigini. «Ne possono beneficiare tutti, non importa se soffrono ‹solo› di crampi o delle conseguenze di gravi infortuni sportivi», afferma Roseline Bestler. Il solo limite è imposto dal peso corporeo: essendo piuttosto piccola, non è infatti in grado di assicurare al meglio i clienti più pesanti. Per l’innovativa terapista e i suoi primi clienti, il fatto che in Svizzera questa terapia non sia attualmente ancora riconosciuta dalle casse malati rappresenta sì uno svantaggio, ma non un motivo per rinunciarvi.

Maggiori informazioni

bestler-practice.ch

kraftreaktor.ch

therapeutischesklettern.com

Fisioterapista e alpinista

Il tedesco Hans Joachim (Hajo) Friederich (1971) è fisioterapista, guida alpina e sciistica con certificato statale. È cofondatore dell’arrampicata terapeutica e dal 1995 si impegna per l’affermazione di questo metodo. Nel 2007, Hajo Friederich ha aperto un suo studio per la terapia e la formazione continua, e dal settembre 2014 propone la formazione professionale «Arrampicata sportiva secondo Hajo Friederich».

Tra il 2010 e il 2013, l’alpinista Hajo Friederich si è sempre più dedicato all’arrampicata alpina di vie lunghe. Ha ripetuto rotpunkt pietre miliari come New Age (Rätikon) e Scaramouche (Alpi di Berchtesgaden).

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