La svolta energetica come lasciapassare per la devastazione del paesaggio

In merito all’articolo Piani per il Trift,«Le Alpi» 11/2020

È un peccato che la redazione abbia mancato di presentare questo gigantesco progetto sotto una luce più critica. È probabile che i soci fondatori del CAS si rivoltino nella tomba. Proprio noi alpinisti dovremmo sapere quanto possa rivelarsi disastrosa l’assenza di uno sguardo critico. In assenza di massicce sovvenzioni, alle centrali idroelettriche si rinuncia ormai da tempo perché non sono redditizie. Per la KWO, il progetto del Trift è senz’altro di grande interesse, perché ne riceverà quasi la metà in dono dalla Confederazione (leggi: contribuenti/consumatori di energia elettrica). Tuttavia, la svolta energetica dovrebbe significare anche un approccio più prudente alle risorse e non essere semplicemente un lasciapassare per la devastazione sovvenzionata delle montagne e della natura.

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