La valle

Di Pericle Patocchi.

In fondo a la valle azzurra ride una casa bianca; veglia la valle un giogo che una nube sfiora in lontananza — Giù su la via, quieta, una mucca guarda i colli:

par che sogni; un' aquila perduta nel gemito del vento accarezza il cielo col suo bel volo lento —... e nevica luce sul velo delle brume, a mezzo i monti che in alto spezzan nitidi perlacei orizzonti.

II Lugubre piange il torrente giù negli spacchi profondi, e lungo le immani scogliere rispondono strani rimbombi.

Da le gelide pareti, come frati salmodianti, stanno, rigidi, gli abeti; essi guardano l' abisso, spalancato innanzi a loro, e, sotto il sole, brillano in un alone d' oro.

Nella vasta penombra, trema una luce stanca, che da l' alto scende come una pioggia bianca.

Ili Dove il burrone si apre in una ridente valèa, un gruppo di tetti si stende: povero nido di capre — Tra le baite sorge una bianca cappella, donde un canto in sul mattino suole annunciare il giorno.

Respirano i prati e l' abetaie intorno; ma dove, più in alto, le rupi serran di nuovo la valle, in orrido anfratto si perde l' ultimo incanto verde.

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