L’energia idroelettrica in montagna

Quando riflettiamo sulle situazioni nelle quali quotidianamente dipendiamo dall’elettricità, l’elenco ci appare infinito. E nelle nostre vite, l’energia elettrica diventa persino sempre più importante. Sempre più case sono riscaldate con pompe di calore, la mobilità elettrica conosce un boom e i dispositivi elettronici, ai quali non sapremmo rinunciare, non fanno che aumentare di numero.

Nel nostro paese, più della metà della corrente elettrica proviene dall’energia idrica rinnovabile. E siccome la Svizzera ha deciso di abbandonare il nucleare e intende realizzare gli obiettivi climatici di Parigi, per il nostro fabbisogno di energia dobbiamo trovare soluzioni decisamente nuove.

In montagna, tutti noi siamo già passati accanto a un lago artificiale – neppure tanto malvagio, per chi non ha conosciuto il paesaggio precedente. Ma lo sfruttamento idroelettrico deve essere ampliato ancora oggi in questi preziosi paesaggi alpini? Non è una domanda facile, per coloro che trascorrono il loro tempo libero in montagna. Per questo motivo, dedichiamo al tema idroelettrico una serie in tre parti. La prima (a pagina 32) è una retrospettiva e mostra come, negli anni 1980, gli attivisti per l’ambiente abbiano lottato contro numerosi progetti di centrali a pompaggio nelle alte valli intatte. In una prossima edizione presenteremo il progetto del Trift. Si tratta del progetto più avanzato che prevede l’utilizzo di un lago glaciale, risultato del cambiamento climatico, per la produzione e l’immagazzinamento dell’energia. Nell’ultimo contributo, un esperto in questioni energetiche delineerà in un’intervista delle alternative all’energia idroelettrica che ci dovrebbero consentire di realizzare la svolta energetica. È probabile che non piaceranno a tutti. Oppure, cosa ne pensate del fatto di rivestire ampie superfici delle Alpi con impianti solari?

Una nozione ricavata dalla prima parte della serie, nella quale scopriamo come fu salvata la Val Curciusa, è di per sé centrale: i grandi progetti energetici vengono realizzati solo se economicamente sostenibili. Sotto questa luce dovremmo per una volta farci carico di riflettere quando, per cosa, e quanta energia elettrica utilizziamo ogni giorno – anche se l’elenco sarà lungo.

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