Lo sci dei vichinghi

I vichinghi conoscevano il telemark? Un ritrovamento glaciale in Norvegia getta nuova luce sulla storia dello sci.

La sorpresa non era lo sci: lungo 172 centimetri e largo 14,5 era stato rilasciato dallo scioglimento di un ghiacciaio del Parco nazionale di Reinheimen. La datazione lo faceva risalire a 1300 anni or sono. Altri reperti rinvenuti in Norvegia ne rivelavano anche 5000, e «lo sci più antico del mondo», rinvenuto nella Russia settentrionale, addirittura 8000. La sorpresa era l’attacco che, dopo 1300 anni nel ghiaccio, era ancora intatto. Uno dei più antichi attacchi da sci conservati al mondo. E celava un mistero.

Costruito per la discesa

Sino ad allora si era sempre ritenuto che, nell’antichità, gli sci altro non fossero che una specie di racchetta primitiva. Questo attacco, però, serrava anche il tallone con una cinghia di cuoio: lo sci di Reinheimen era un primitivo sci da telemark. «Con questo sci si poteva compiere una discesa», commenta l’archeologo Espen Finstad. Questo ribaltava tutto quanto in Norvegia, orgogliosa nazione di sciatori, si credeva di sapere sulla storia dello sci. Fino a quel momento, infatti, si dava per certo che Sondre Norheim, l’inventore del telemark, avesse sviluppato l’idea dell’attacco con la talloniera solo nel 1868.

Ciò nonostante, gli sconosciuti che 1300 anni fa lasciarono quello sci a Reinheimen conoscevano da tempo la «scoperta» di Norheim. E questo poneva delle domande agli scienziati. Apparentemente, lo «sci vichingo» proveniva da una tradizione del tutto diversa. Ma da quale? E come lo si usava, allora?

Nell’Altai gli sciatori più antichi

Un passo in direzione della risposta si deve a Aiken Jasan, uno studente proveniente dalla Cina che lavorava con Finstad. Quando vide lo sci, raccontò agli stupefatti colleghi norvegesi della fiera tradizione sciistica dell’Altai, vecchia di millenni.

I nomadi pastori dell’Altai fabbricano i loro sci da tronchi d’albero che, con un paziente lavoro, piallano, bagnano e piegano sul fuoco. Le salite sono facilitate da pellicce fissate in maniera definitiva allo sci, ma adatte anche alla discesa. Con queste tavole, d’inverno coprono grandi distanze. E nella gelida e asciutta neve polverosa del loro paese, per catturare cervi e caprioli compiono anche discese selvagge. «Le sorprendono a tutta velocità, lanciano un lazo attorno ai loro palchi e usano gli sci per ancorarsi», spiega Finstad. E con le lunghe tavole conficcate nella neve, escono quasi sempre vincenti dalla lotta di sfinimento contro l’animale selvatico.

A rotta di collo in discesa

Jasan attivò i suoi contati e organizzò un’escursione nell’Altai, in seguito alla quale degli sciatori tradizionali visitarono la Norvegia. E mostrarono ai ricercatori come si praticava lo sci preistorico. A tale scopo, questi avevano fatto realizzare da fabbricanti di sci locali una ricostruzione esatta dello sci, che avevano provato essi stessi. Senza spigoli, tuttavia, le tavole lunghe e larghe erano difficili da controllare. I professionisti provenienti dall’Oriente mostrarono allora ai norvegesi come funziona: in posizione fortemente arretrata, usando una robusta asta di legno che serve al tempo stesso da sostegno e da timone. La nuova antica tecnica sarà presentata ufficialmente al festiva dello sci di Lom, e il locale museo dell’alpinismo intende noleggiare ai turisti delle repliche dello sci.

Stretti legami nel nord

Ma quali conoscenze scientifiche offre lo sci di Reinheimen? «Sembra vi fosse un antichissimo collegamento tra l’Asia e l’Europa settentrionale», dice Finstad. Fino ad ora, si era infatti creduto che lo sci fosse stato inventato in maniera autonoma in luoghi diversi. Ma il fatto che gli sciatori dell’Altai sapessero di primo acchito come usare lo sci dei vichinghi mette l’intera storia sotto una luce diversa. «Questa tecnica permetteva a cacciatori e raccoglitori di percorrere distanze enormi», spiega Finstad: «Forse anche già 10 000 anni fa.» O ancora prima? «Non lo sappiamo. Con questa tecnica, sarebbe stato possibile anche nel bel mezzo dell’era glaciale.» Cioè 20 000 anni or sono.

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