Lo svernamento dei camosci

In merito alla proposta di itinerario Polvere sopra un mondo sommerso, «Le Alpi» 12/2020

Non discuto assolutamente il fatto che quelli proposti nell’articolo siano itinerari molto belli. Ciò che purtroppo non traspare è che proprio in quello dell’Ampervreilhorn, nella zona della Hennasädel soggiornano molti camosci. Sino ad ora, la regione è stata poco frequentata. I camosci si sono abituati a questa situazione e ne hanno bisogno per svernare. Negli ultimi tre inverni, un numero crescente di tracce hanno mostrato come gli sportivi invernali sciassero proprio alla Zünliflua. Non è vietato, e se il disturbo non è frequente la cosa non è tanto grave. Ciò nonostante, temo che questi itinerari vengano percorsi con sempre maggiore frequenza, accrescendo eccessivamente la pressione sui camosci. La conseguenza sarebbe l’instaurazione di una zona di protezione della fauna selvatica. Sarebbe bello se, in relazione a queste proposte, ci si facesse un quadro migliore sul posto e se ne parlasse, per esempio con i guardiacaccia. Questo permetterebbe di impedire che, improvvisamente, vaste aree si ritrovassero protette. E, last but non least, non dimentichiamo che «Chi rispetta protegge»: io stesso ho già rinunciato a molte linee a causa della fauna selvatica.

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