Molto più di un pratico sostegno | Club Alpino Svizzero CAS

Molto più di un pratico sostegno Le nove domande più importanti sui bastoncini da escursione

Le cifre delle vendite dei bastoni da escursione crescono continuamente. Ma quali sono i loro vantaggi, e il loro uso cela anche dei rischi? Le risposte di un medico della montagna, una product manager e una guida alpina.

Una volta, coloro che si mettevano in marcia con i bastoncini da escursione venivano derisi. Nel frattempo, è da tempo chiaro che, nei bastoni appuntiti, alpiniste e alpinisti cercano supporto e sollievo. Tuttavia, i rischi e i benefici ad essi connessi sono tutt’ora oggetto di dibattito. Abbiamo cercato risposte in merito con Andrea Brändli, product manager presso la Bächli Bergsport AG, Marco Bomio, guida alpina di Grindelwald, e Urs Hefti, presidente della commissione medica dell’UIAA, l’Unione internazionale delle associazioni di alpinismo.

Danno sollievo alle articolazioni?

Secondo il medico dello sport Urs Hefti, tutti gli studi giungono fondamentalmente alla medesima conclusione: «I bastoncini alleviano il carico su ginocchia e anche, e lo sforzo percepito è minore.» Di quanto, rimane tuttavia una questione aperta: il valore si situa da qualche parte tra il 12 e il 16 percento.

Maggiore è il peso che si può trasferire ai bastoni, più ha senso il loro utilizzo. «Il massimo beneficio lo danno nelle discese», spiega Hefti. Nelle escursioni normali, i bastoncini non sono assolutamente necessari, tranne forse per le persone affette da dolori alle articolazioni e alla schiena. Va tenuto conto del fatto che il loro uso sollecita maggiormente gli arti superiori, aumentando in tal modo il dispendio energetico. Il maggiore sforzo di polsi, gomiti e spalle può anche rivelarsi controproducente, in particolare a fronte di problemi come il gomito del tennista o del golfista.

Meglio uno o due?

Il classico bastone da passeggio con gli stemmi metallici inchiodati ha senz’altro fatto il suo tempo. Tuttavia, si vedono ancora molte persone con un solo bastone. Tra queste, anche la guida Marco Bomio e il medico dello sport Urs Hefti, che preferiscono avere sempre una mano libera, soprattutto nei passaggi esposti, così da aggrapparsi meglio. Inoltre, considerano il peso quando, arrampicando, devono legare il bastone allo zaino. «Nelle discese con lo zaino è però biomeccanicamente più difficile risparmiare le articolazioni con un unico bastone», commenta Urs Hefti. E tra l’altro: per chi rimpiange i bastoni di legno splendidamente decorati, ora esistono anche gli stemmi metallici autoadesivi.

Sono utili in alta montagna?

Molte guide alpine e molti alpinisti giurano sugli effetti benefici dei bastoncini sulle articolazioni sia nell’accesso a una parete che nella via del ritorno. Li usano anche per attraversare i ghiacciai. Ciò nonostante, anche nelle arrampicate più brevi Urs Hefti raccomanda di riporre i bastoni, e di non lasciarli penzolare dai polsi. Un ulteriore vantaggio in alta montagna lo ha sperimentato personalmente Marco Bomio: grazie a un bastone, degli ospiti con un piede slogato o un ginocchio dolorante sono riusciti a tornare a valle con le proprie forze. E, in caso di emergenza, l’asta può addirittura servire per fissare una gamba o un braccio rotti.

Più rapidi alla meta?

«Gran parte degli studi mostra come il carico cardiovascolare, cioè la frequenza cardiaca e il consumo di ossigeno, sia più elevato con i bastoni che senza», dice il medico sportivo: siccome lavorano anche le braccia, si usa generalmente più forza, si cammina tendenzialmente più veloci e si bruciano più calorie. La migliore distribuzione delle forze ritarda anche la comparsa della sensazione di stanchezza, il che, secondo Hefti, potrebbe riflettersi positivamente sull’allenamento. Sussiste tuttavia anche il pericolo che soprattutto i principianti si sopravvalutino e si sovraccarichino. La guida Marco Bomio tende comunque a relativizzare: «Il corpo sa piuttosto bene quello che può fare.»

Come si cammina con i bastoni?

Coordinare due piedi e due bastoni è impegnativo e deve essere imparato. «Per i principianti è meglio testare preventivamente la camminata corretta», afferma la product manager Andrea Brändli. «Corretta», nelle salite e nei tratti diritti sarebbe la cosiddetta tecnica diagonale: piede destro e braccio sinistro avanti, poi piede sinistro e braccio destro. Nelle discese è d’aiuto anche la tecnica del bastone doppio, dove entrambe le aste sono appoggiate in avanti con la gamba da scaricare. Qui è importante regolare correttamente la lunghezza dei bastoni. Nella camminata diritta e in discesa occorre mantenere un angolo corretto tra braccio e avambraccio; nelle salite si accorciano i bastoncini di 5-10 centimetri. E per quanto concerne le rotelle, nei terreni privi di neve bastano quelle piccole, con le quali non ci si incastra troppo facilmente tra le rocce o nei cespugli, mentre in presenza di neve si consigliano quelle larghe.

Quale è un buon bastone da escursioni?

La product manager Andrea Brändli offre alcuni spunti decisionali. Alluminio o carbonio? L’alluminio ha una risonanza maggiore del carbonio, è leggermente più pesante, ma solitamente anche più pregiato. Se sottoposti a forti deformazioni, le aste di alluminio si piegano, mentre quelle in carbonio si spezzano. Contrariamente al carbonio, l’alluminio è molto meno sensibile a graffi e urti.

Impugnature in plastica, sughero o schiuma? Quelle in plastica sono pesanti, fanno sudare rapidamente e possono quindi causare vesciche. Anche quelle in sughero sono relativamente pesanti, ma offrono una presa confortevole. Con il tempo, diventano unte. Le impugnature in schiuma sono molto leggere, hanno una buona presa e smorzano le vibrazioni.

L’equilibrio è influenzato?

Su questo aspetto, guida alpina e medico di montagna dissentono. «Se si cammina sempre con i bastoni, il senso dell’equilibrio ne soffre», sostiene Marco Bomio. Che raccomanda perciò di utilizzarli in modo mirato e di camminare più spesso su terreni accidentati anche senza bastoncini per allenare l’equilibrio. Questo sarebbe importante soprattutto per i più anziani. Dal canto suo, Urs Hefti ritiene che, secondo gli studi attuali, non sia chiaro «se un utilizzo cronico dei bastoni influenzi davvero negativamente l’equilibrio». È per contro certo che, con lo zaino, i bastoni lo migliorano. E la product manager Andrea Brändli aggiunge: «I bastoncini offrono anche un supporto psichico, e le persone si sentono così più sicure.»

Il rischio di cadute è maggiore?

A fine luglio dello scorso anno, nella Erstfeldertal, una donna ha perso l’equilibrio perché il suo bastoncino era scivolato. Come riferito dalla «Luzerner Zeitung», è caduta lungo la scarpata ed è deceduta sul luogo dell’incidente. «I bastoni da escursione possono effettivamente rappresentare una fonte di pericolo», dice la guida Marco Bomio. Inciampando, potrebbero per esempio finire tra le gambe.

È per questo che, in discesa, lui stesso non infila mai le mani nelle asole: se dovesse cadere, deve potersi afferrare al meglio. Ciò nonostante, non intende rinunciare ai bastoncini a causa del rischio. «Il mio bastone ha anche già impedito delle cadute», commenta. Uno studio condotto da Urs Hefti nell’Himalaya già vent’anni fa ha mostrato come gli escursionisti con i bastoncini non cadono più spesso di quelli senza.

Come si viaggia con i bastoncini?

Il medico dello sport Urs Hefti constata sempre con sconcerto come, su treni e autobus, gli escursionisti muniti di bastoni mettano in pericolo i compagni di viaggio. «Le punte sono spesso esattamente all’altezza degli occhi, il che potrebbe causare lesioni gravi.» La soluzione è semplice: fissare i bastoncini con la punta verso il basso o addirittura riporli completamente nello zaino.

Feedback