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Neve rossa

200 anni fa, durante una spedizione alla ricerca del passaggio a nord-ovest, il capitano John Ross scoprì l’alga rossa del ghiaccio. L’esploratore polare rimase affascinato da quel fenomeno, e a tutt’oggi l’alga non cessa di suscitare interrogativi. Compare quasi ovunque nel mondo vi siano nevi eterne e colora la neve di un rosso sanguigno. Del suo ciclo annuale e della sua diffusione nel pianeta si sa tuttavia poco. «Sappiamo sicuramente come appare la ‹neve rossa›, ma non sappiamo per davvero come in primavera, quando la coltre di neve nuova è ancora spessa diversi metri, questa microscopica alga riesca a generare l’enorme quantità di cellule richieste dal fenomeno», commenta Thomas Leya, esperto in alghe del ghiaccio. Unitamente ad altri ricercatori della Deutsche Botanische Gesellschaft, Leya ha eletto l’alga rossa del ghiaccio «Alga dell’anno 2019».

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200 anni fa, durante una spedizione alla ricerca del passaggio a nord-ovest, il capitano John Ross scoprì l’alga rossa del ghiaccio. L’esploratore polare rimase affascinato da quel fenomeno, e a tutt’oggi l’alga non cessa di suscitare interrogativi. Compare quasi ovunque nel mondo vi siano nevi eterne e colora la neve di un rosso sanguigno. Del suo ciclo annuale e della sua diffusione nel pianeta si sa tuttavia poco. «Sappiamo sicuramente come appare la ‹neve rossa›, ma non sappiamo per davvero come in primavera, quando la coltre di neve nuova è ancora spessa diversi metri, questa microscopica alga riesca a generare l’enorme quantità di cellule richieste dal fenomeno», commenta Thomas Leya, esperto in alghe del ghiaccio. Unitamente ad altri ricercatori della Deutsche Botanische Gesellschaft, Leya ha eletto l’alga rossa del ghiaccio «Alga dell’anno 2019».

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200 anni fa, durante una spedizione alla ricerca del passaggio a nord-ovest, il capitano John Ross scoprì l’alga rossa del ghiaccio. L’esploratore polare rimase affascinato da quel fenomeno, e a tutt’oggi l’alga non cessa di suscitare interrogativi. Compare quasi ovunque nel mondo vi siano nevi eterne e colora la neve di un rosso sanguigno. Del suo ciclo annuale e della sua diffusione nel pianeta si sa tuttavia poco. «Sappiamo sicuramente come appare la ‹neve rossa›, ma non sappiamo per davvero come in primavera, quando la coltre di neve nuova è ancora spessa diversi metri, questa microscopica alga riesca a generare l’enorme quantità di cellule richieste dal fenomeno», commenta Thomas Leya, esperto in alghe del ghiaccio. Unitamente ad altri ricercatori della Deutsche Botanische Gesellschaft, Leya ha eletto l’alga rossa del ghiaccio «Alga dell’anno 2019».

Neve rossa

200 anni fa, durante una spedizione alla ricerca del passaggio a nord-ovest, il capitano John Ross scoprì l’alga rossa del ghiaccio. L’esploratore polare rimase affascinato da quel fenomeno, e a tutt’oggi l’alga non cessa di suscitare interrogativi. Compare quasi ovunque nel mondo vi siano nevi eterne e colora la neve di un rosso sanguigno. Del suo ciclo annuale e della sua diffusione nel pianeta si sa tuttavia poco. «Sappiamo sicuramente come appare la ‹neve rossa›, ma non sappiamo per davvero come in primavera, quando la coltre di neve nuova è ancora spessa diversi metri, questa microscopica alga riesca a generare l’enorme quantità di cellule richieste dal fenomeno», commenta Thomas Leya, esperto in alghe del ghiaccio. Unitamente ad altri ricercatori della Deutsche Botanische Gesellschaft, Leya ha eletto l’alga rossa del ghiaccio «Alga dell’anno 2019».

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200 anni fa, durante una spedizione alla ricerca del passaggio a nord-ovest, il capitano John Ross scoprì l’alga rossa del ghiaccio. L’esploratore polare rimase affascinato da quel fenomeno, e a tutt’oggi l’alga non cessa di suscitare interrogativi. Compare quasi ovunque nel mondo vi siano nevi eterne e colora la neve di un rosso sanguigno. Del suo ciclo annuale e della sua diffusione nel pianeta si sa tuttavia poco. «Sappiamo sicuramente come appare la ‹neve rossa›, ma non sappiamo per davvero come in primavera, quando la coltre di neve nuova è ancora spessa diversi metri, questa microscopica alga riesca a generare l’enorme quantità di cellule richieste dal fenomeno», commenta Thomas Leya, esperto in alghe del ghiaccio. Unitamente ad altri ricercatori della Deutsche Botanische Gesellschaft, Leya ha eletto l’alga rossa del ghiaccio «Alga dell’anno 2019».

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200 anni fa, durante una spedizione alla ricerca del passaggio a nord-ovest, il capitano John Ross scoprì l’alga rossa del ghiaccio. L’esploratore polare rimase affascinato da quel fenomeno, e a tutt’oggi l’alga non cessa di suscitare interrogativi. Compare quasi ovunque nel mondo vi siano nevi eterne e colora la neve di un rosso sanguigno. Del suo ciclo annuale e della sua diffusione nel pianeta si sa tuttavia poco. «Sappiamo sicuramente come appare la ‹neve rossa›, ma non sappiamo per davvero come in primavera, quando la coltre di neve nuova è ancora spessa diversi metri, questa microscopica alga riesca a generare l’enorme quantità di cellule richieste dal fenomeno», commenta Thomas Leya, esperto in alghe del ghiaccio. Unitamente ad altri ricercatori della Deutsche Botanische Gesellschaft, Leya ha eletto l’alga rossa del ghiaccio «Alga dell’anno 2019».

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