Più volontari che lavoro Impegno nelle capanne CAS

Di volontari disposti a impegnarsi nell’ambito di progetti nelle capanne ce ne sono molti. Ciò nonostante, solo poche capanne fanno capo all’offerta.

Hanno scavato, hanno trasportato pietre e ghiaia: durante quattro settimane, poco meno di una sessantina di apprendisti della Frutiger AG hanno rimesso a nuovo la terrazza della Britanniahütte. Invece che in città, hanno lavorato a 3000 metri di altitudine, nello scenario selvaggio delle montagne. «Gli apprendisti erano entusiasti», dice Stephan Tschudi, membro della direzione e promotore del campo per apprendisti. E anche per il custode ne è valsa la pena: «Si è trattato chiaramente di una situazione win-win», dice Dario Andenmatten.

Pochi progetti in capanna

In Svizzera, di associazioni, ditte o privati che intendono impegnarsi nella natura ce ne sono molti. Da un anno, il CAS collabora con la Koordinationsstelle für Arbeitseinsätze im Berggebiet (KAB; centro di coordinamento per il lavoro volontario nelle zone di montagna). La varietà di progetti possibili è grande, di certo non è il lavoro che manca.

Fino a ora, la richiesta delle capanne è però stata modesta. «Lo scorso anno, alla KAB e a noi sono pervenuti solo pochissimi progetti di sezioni o custodi di capanne», dice Ulrich Delang, responsabile del settore capanne presso il CAS. Molte domande non arrivano neppure all’associazione centrale, ma vengono deliberate direttamente attraverso la sezione o il custode. A questo va aggiunta la ridotta notorietà dell’offerta: «Molte capanne non sanno neppure come fare per approfittare dei gruppi di volontari.»

www.sac-cas.ch/huetten/arbeit-auf-huetten

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