Primavera

Di Pericle Patocchi.

Asciugati gli occhi e sciogli nel vento l' anima stanca di questa lunga sera: più in alto incontrerai la primavera, pura come l' ape, e sopra i colli un turbine d' azzurro in firmamento.

Sventolano le cascate sui fianchi bruniti dei monti, nei baratri schiamazzano gli umori delle nevi: Adolescenti dei mari! Ed i villaggi, memori dei remoti silenzi, lentamente navigano nella primavera...

Asciugati gli occhi alle preghiere dei Santi,

squille del Paradiso nelle trepide sere!

L' eco del primo giorno creato

trema sopra il fumo dell' urbi;

lascia fuggire i treni in fondo alle pianure

nel ritmo febbrile scandito dall' ore,

quassù, ad ogni aurora cantano le allodole, sorelle degli angeli e figlie del Signore.

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