Quarto ottomila per Sophie lavaud

Il 16 luglio scorso, l’alpinista ginevrina Sophie Lavaud ha raggiunto la vetta del Gasherbrum II (8035 m). È il suo quarto ottomila, dopo il Shishapangma, l’Cho Oyu e l’Everest, e il primo che conquista senza ossigeno.

«È stata una bella avventura, un successo di squadra», si rallegra la quarantenne, che ha beneficiato del sostegno della Commissione spedizioni della sezione Genevoise del CAS, «anche se le condizioni erano molto difficili per l’abbondanza di neve.»

Prima spedizione della stagione, alla squadra di dieci persone (sei alpinisti, una guida e tre sherpa) è toccato il compito, condiviso tra tutti, di fare la traccia. L’ultima tappa, la salita alla vetta, ha richiesto 16 ore di sforzi.

Per la madrina dell’ONG «Norlha», che sostiene le popolazioni himalayane, questo successo ha un sapore particolare: nel mese di aprile, il terremoto che ha scosso il Nepal l’aveva infatti costretta a interrompere una spedizione al Makalu.

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