Soprae non sotto Lungo la galleria di base del San Gottardo da Erstfeld a Bodio

La galleria di base del San Gottardo è inaugurata. Attraversandola, il tragitto da Erstfeld a Bodio dura solo una ventina di minuti. Se invece se ne percorre il tratto da sopra, sono cinque intensi giorni attraverso tre realtà culturali.(1)

Da Erstfeld si può partire direttamente dal portale nord della galleria di base e superarla lungo un sentiero nel bosco. È tuttavia senz’altro suggestivo iniziare l’impresa con un’esperienza di trasporto del tutto diversa: superare molto lentamente i 650 metri di dislivello fino all’Alp Schwandi in una piccola cabina rossa a quattro posti. Quale contrasto con la NFTA: da dicembre, fino a 65 treni al giorno sfrecceranno nel tunnel a 250 chilometri orari, consentendo a 15 000 passeggeri di coprire quotidianamente i 57 chilometri sotto la montagna.

La Schwandibahn offre una decelerazione radicale, seguita da un variato sentiero panoramico che porta verso sud seguendo più o meno le curve di livello. Laggiù, sotto, la civiltà e il rumore del traffico. Si tratta di un’introduzione gradevole, condita con un ponte sospeso e, poco prima di Waldiberg, con un punto panoramico situato immediatamente sopra la galleria. Da qui è possibile approfittare di un altro impianto – che porta giù a Bristen, questa volta all’aria aperta e saldamente ancorati al cavo di traino.

Ancora lo stesso giorno, la salita alla Etzlihütte si rivela il lato sportivo del programma. Non è tuttavia però vietato organizzarsi un taxi che ci porti fino in fondo alla Etzlital.

Dallo hot pot allo hot spot

Il sentiero si snoda su due terrazzamenti e sale fino a un piccolo altopiano. Alla Etzlihütte ci attende una piacevole serata, forse addirittura coronata da un bagno nello hot pot antistante l’edificio: rilassare le stanche membra è senz’altro sensato. Il punto culminante della seconda tappa, il Chrüzli­stock, è una meta escursionistica alpina prediletta. Attraverso gobbe granitiche levigate e tondeggianti, il sentiero porta dapprima al Mittelplatten. Da qui si prende a est e si attraversa senza sentiero il pittoresco circo glaciale sottostante la vetta del Chrüzlistock, che si può raggiungere con una facile arrampicata. Standosene praticamente sulla linea della galleria se ne può ammirare il percorso da Bristen al Pass Nalps.

La tappa regina

Volendo rimanere il più vicini possibile al tracciato del tunnel ed evitando quindi la deviazione verso il passo del Lucomagno, il passaggio chiave è proprio il Pass Nalps. Da Sedrun si sale al lago artificiale di Nalps oppure lo si raggiunge con il Taxi alpino. Il luogo ha una storia drammatica. Qui, infatti, i costruttori della galleria conobbero un momento di paura: durante la difficile progressione attraverso il massiccio del Tujetsch, il terreno sotto la diga cedette di sei centimetri. Fortunatamente il manufatto non subì alcun danno.

Dopo la diga ci si trova di nuovo ben presto soli nella valle d’alta montagna. Forse, in fondo c’è ancora un po’ di neve vecchia, e nella salita finale priva di sentiero in un terreno aspro e roccioso un buon paio di scarponi e un bastone da escursione si rivelerebbero apprezzati.

Da qui in poi si passa a ovest nel versante meridionale del Piz Blas e, più sotto, si segue il sentiero che dalla capanna Cadlimo porta al passo del Lucomagno.

Saluti da Piora

La tappa successiva è all’insegna di un altopiano dal nome squillante: la sacca di Piora, temuta a causa della dolomia saccaroide di cui è riempita. Questa roccia friabile e giallastra, che sotto la pressione dell’acqua si liquefa, aveva preoccupato non poco i costruttori della galleria. Ma poi è risultato chiaro: le preoccupazioni erano infondate, e la galleria di base corre sotto la zona instabile.

Gli escursionisti si godono il dolce paesaggio delle alte Alpi, salgono al Passo del Sole e salutano da lontano i ghiacciai dell’Adula. Il punto culminante della tappa è il Passo Predèlp. Salire tra i massi al vicino punto panoramico vale la pena: qui, non solo ci si trova nuovamente proprio sopra la galleria, ma si vede metà del mondo alpino che questa attraversa. Laggiù tutti si muovono a ritmo frenetico – e di tutto questo non vedono nulla.

Strada Alta riscoperta

L’ultima tappa segue essenzialmente la Strada Alta della Leventina, uno dei sentieri crinali più antichi della Svizzera. Per molti anni caduta nell’oblio, non ha perso nulla del proprio fascino: i piccoli villaggi di montagna del Ticino si alternano a boschi odorosi di resina, e quasi ogni sommità panoramica è ornata da un’elegante chiesetta. Lungo tutta la strada si gode una vista mozzafiato dall’alto sulla Leventina, da Airolo a Biasca. Poco prima di Biasca, la Strada Alta incrocia sentieri romantici e raggiunge il fondovalle più o meno esattamente presso il portale sud della galleria di base del San Gottardo. Lì i treni sfrecciano fuori dalle canne del tunnel, i passeggeri si sfregano gli occhi abbagliati dalla luce diurna e cercano di arrivare in Ticino anche con lo spirito.

La galleria di base del Gottardo: il cantiere del secolo

Con 57 chilometri, la nuova galleria di base del Gottardo è il più lungo traforo ferroviario del mondo. La sua costruzione ha richiesto 17 anni, ed entrerà in esercizio con il cambio dell’orario dell’11 dicembre. Le FFS celebrano l’evento il 4 e 5 giugno 2016 con una grande festa. www.gottardo2016.ch/it

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