Sport della montagna nel rispetto del clima – una via accidentata

Nell’estate 2009, dopo 25 anni, torno in Vallese, sulla Dent Blanche. Da allora il paesaggio è nettamente cambiato, e invece che da nevai e lingue glaciali è dominato da distese di detriti. La cresta della vetta è quasi priva di ghiaccio. Per noi alpinisti è visibilissimo: il clima sta cambiando, tra l’altro anche a causa delle emissioni di gas a effetto serra dovute all’attività umana (v. pag. 47). Quello della montagna è sì uno sport praticato nella natura, ma è anche uno di quelli che genera più emissioni, in particolare con le vie d’accesso alle zone escursionistiche. Estrapolando, durante il 2010 noi soci del CAS abbiamo percorso una distanza media pari a circa 230 chilometri per un’escursione con la sezione, ma questo valore varia considerevolmente in funzione della regione. Con questo, abbiamo prodotto una quantità di CO2 per compensare la quale occorrerebbe una superficie boschiva dell’estensione di 240 campi da calcio. Noi siamo vittime del mutamento climatico, ma contribuiamo anche a causarlo.

Quale prima associazione per lo sport della montagna, al CAS spetta l’onere di impegnarsi in favore della protezione del clima. Molte sezioni si sforzano attivamente di ridurre le emissioni di CO2 delle loro gite. L’associazione centrale promuove la sensibilizzazione e sostiene l’agire di soci e sezioni nel rispetto del clima. Il CAS aveva riconosciuto l’urgenza di ridurre le emissioni di gas a effetto serra già nelle sue linee direttive del 2005. Ne sono esempi attuali la priorità pluriennale «Sport della montagna e cambiamento climatico» e il partenariato con «bus alpin».

La questione ci tocca però tutti quanti. Per la salita alla Dent Blanche abbiamo rilasciato gas a effetto serra – anche se abbiamo utilizzato i trasporti pubblici. Le escursioni estive – più dello scialpinismo – si prestano quasi sempre al ricorso ai mezzi pubblici. Anche quando delle riflessioni sulla sicurezza, l’assenza di coincidenze il mattino presto o l’esiguità del tempo a disposizione tendono a far slittare sullo sfondo la protezione del clima: un viaggio in un veicolo ben sfruttato migliora sempre e comunque il bilancio del CO2. A essere determinante è tuttavia il bilancio personale generale, che possiamo migliorare notevolmente scegliendo ad esempio i mezzi pubblici per recarci al lavoro. È bello sapere di far parte di un’associazione i cui funzionari e organi sono consapevoli del cambiamento climatico e ne condividono la responsabilità.

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