Sul sentiero dei nove laghi Pesca miracolosa nella valle di Conches

Sparsi come gioielli sul versante destro della valle di Conches, nove specchi d’acqua tracciano sulla carta un percorso evidente. Per l’escursionista capace, la prospettiva è un raccolto indimenticabile.

In vetta al Sidelhorn (2764 m), nella regione del Grimsel, all’alba di una bella giornata estiva. Vedere il sole sorgere da questo punto panoramico dell’Alto Vallese merita senz’altro la partenza notturna. L’ambientazione del Grimsel – laghi artificiali, lingue glaciali e giganti dell’Oberland – introduce lo spettacolo. All’orizzonte si stagliano una ventina di quattromila. A portata di suole, una buona decina di laghi; più di 15 sono quelli a portata d’occhi.

Il compositore tedesco Richard Wagner se ne lasciò sedurre in occasione del suo passaggio nella regione, nel luglio 1852. Dal Sidelhorn, dove era salito guidato da un domestico del-l’ospizio del Grimsel, si era stupito di questa «visione nel mondo interiore di questi giganti dell’Oberland che di spalle ci rivelano altrimenti solo le loro forme esteriori». Immaginiamo le dimensioni che doveva avere allora, cioè al termine della piccola glaciazione, il vicino ghiacciaio del Rodano! Se oggi si raggiunge la vetta in poco più di due ore, il Baedeker di Richard Wagner ne indicava quattro. Il gigante dell’opera vi era giunto completamente spossato dalle salite ripide e scivolose sui nevai allora numerosi. Quel successo meritò senz’altro la sciabolatura della bottiglia di champagne portata per l’occasione.

Come una collana di perle

Ouverture sublime, la salita al Sidelhorn non rappresenta tuttavia che una variante del lungo periplo volto a cogliere una decina di laghi annidati sul dorso dell’Aargrat, nell’alta valle di Conches. Raggiunto il suo obiettivo, Wagner aveva poi proseguito direttamente per il villaggio vallesano di Obergesteln. Ma gli escursionisti del XXI secolo non rimarranno certo indifferenti davanti a questa serie di laghi che si estende verso occidente come una collana di perle. Il sogno prende forma già all’apertura della carta topografica. Qua e là appaiono solo pochi sentieri discontinui, che faciliteranno tuttavia un po’ la marcia in questo terreno che non sembra presentare difficoltà insormontabili.

Poi, il sogno si realizza una volta sul terreno. Per la maggior parte molto gradevole, il percorso conduce attraverso prati alpini e pietraie che non richiedono faticose acrobazie alle rive dei laghi, dove l’occhio può solo rimanere incantato.

Jostsee, Lengsee, Rundsee, Üelisee, Obersts Seewji, Mittelsee, e qualche altro senza nome... I laghi in miniatura del-l’Aargrat scandiscono il ritmo di un viaggio fuori dal comune tra il passo del Grimsel e il Trützisee. Tutti naturali, questi specchi d’acqua meritano la visita per i paesaggi meravigliosi che permettono di scoprire.

Una marcatura che non nuoce all’immaginazione

L’ambiente ancora selvaggio dei laghi dell’Aargrat contrasta con quello dominato dagli imponenti bacini di contenimento della regione del Grimsel – enormi distese d’acqua che, se un giorno la diga del Grimsel dovesse, come previsto, essere rialzata, potrebbero far sparire dei terreni paludosi iscritti all’inventario federale delle paludi di importanza nazionale.

Dal 2011, tuttavia, coloro che, come all’epoca di Richard Wagner, vorranno percorrere queste piccole perle dai mille colori, possono seguire una marcatura bianco-rosso-bianco. Battezzato «Neunseenweg», la via dei nove laghi. Il nuovo sentiero risponde, come afferma Daniela Kempfen, municipale di Münster-Geschinen, a un bisogno preciso: «Molti escursionisti, per la maggior parte locali, si lamentavano della mancanza di marcatura e delle difficoltà di orientamento che ne derivavano.» Se la segnalazione è ben vista da molti escursionisti, altri rimpiangono un po’ l’intervento. Come ad esempio Irmgard Anthenien, un’accompagnatrice di escursionisti locale incontrata in zona: «Oggi non porto più i miei clienti lassù. Con la marcatura non hanno più bisogno di me... Prima ci andavo più volte all’anno.»

Fortunatamente, l’impatto del sentiero marcato sui paesaggi altrimenti del tutto selvaggi dei nove laghi non è paragonabile a quello di una diga. Queste meraviglie diventano certo più accessibili. Ma che gli scettici che temono la calca degli itinerari più ambiti e aborriscono le marche di pittura si rassicurino: benché marcato, il percorso rimane riservato ai buoni escursionisti. E il terreno aperto autorizza ogni variante possibile, i cui unici limiti sono posti dall’immaginazione di coloro che intraprendono il viaggio.

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