Un paradiso florealedalle vedute ampie e profonde Passeggiate botaniche nell’Alpstein

La Lisengrat è una delle località più probabili per ammirare la rara grazia delle rupi. La percorrenza di questa cresta esposta è tuttavia consigliabile solo all’escursionista esperto e scevro da vertigini.

Sulla panca antistante la vecchia stazione meteo a forma di casetta si abbronzano turisti del mondo intero. Solo pochi di loro sanno che, molti anni fa, questo pacifico angolino fu teatro di un orribile doppio omicidio. Nel 1882, sul Säntis fu costruita la prima stazione telegrafica e meteorologica, custodita durante tutto l’anno fino al 1969, data della sua automatizzazione. Nell’inverno del 1922, la coppia di custodi venne uccisa da un loro concorrente, cui il posto era stato rifiutato. A causa delle condizioni di innevamento estreme, le salme furono scoperte solo quattro giorni dopo il delitto. Due settimane più tardi ne fu rinvenuto anche l’autore – che si era tolto la vita impiccandosi in una stalla abbandonata sotto la Schwägalp. Il regista Markus Imhoof (More than Honey - Un mondo in pericolo) ha rivisitato la storia nella sua cupa pellicola intitolata Der Berg.

Oggi nulla ricorda più quel tragico episodio. Solo il tempo continua a fare le sue capriole. La cima del Säntis (2502 m) gli si propone da ogni direzione. Quando splende il sole, le tempeste che qui possono infuriare con violenza estrema sono inimmaginabili. Le cadute di temperatura con le annesse nevicate si verificano regolarmente anche d’estate, e i 120 metri di altezza dell’antenna devono sopportare venti fino a 200 chilometri orari. La lunga camminata attraverso la Lisengrat dovrebbe perciò essere intrapresa solo con tempo stabile.

Una montagna giovane

La salita in funivia dalla Schwägalp al Säntis offre una vista impressionante su affascinanti formazioni calcaree. Metro dopo metro, le possenti pareti rocciose accompagnano l’ascensione. Il massiccio dell’Alpstein si è formato solo verso la fine del corrugamento alpino, pochi milioni di anni or sono, ed è geologicamente considerato una montagna giovane. In condizioni favorevoli, dal Säntis si gode di un grandioso panorama con vista su vette e catene montuose di sei paesi. Lo sguardo plana sul Lago Bodanico, che da quassù appare come un ampio fiume, e la Foresta Nera, sopra i Vosgi, lungo l’arco del Giura fino alle Alpi della Savoia, per chiudere il cerchio attraverso le Alpi vallesane, bernesi, della Svizzera centrale, grigionesi, il Vorarlberg e l’Allgäu. Proprio sotto la strada panoramica, il sentiero escursionistico assicurato con cavi metallici conduce verso la Lisengrat su placche calcaree. Già dopo pochi metri ecco i primi cuscinetti di grazia delle rupi, con le sue infiorescenze viola chiaro. Dalla pure presente silene a cuscinetto, dai fiori pentameri, si distingue per il fiore tetramero e la maggiore dispersione dei cuscinetti.

L’avventurosa Lisengrat

La Lisengrat è formata da strati calcarei ripidamente sovrapposti e costituisce il confine tra i cantoni di Appenzello interno e San Gallo. La presenza dei cavi fa sì che il percorso non risulti pericoloso, ma affinché i suoi tratti successivi siano anche un piacere occorre avere il passo sicuro e non soffrire di vertigini. La via scolpita nelle placche rocciose propone qua e là scalini alti e richiede la piena concentrazione. Per attaccarsi ai cavi o alle rocce bisogna avere le mani libere. Fitti ciuffi di fiori bianchi dell’androsace svizzera sono aggrappati sui dirupi, il salice retuso e la minuartia nana, dai minuscoli fiori verdastri, si spalmano sulle rocce. Su piccoli aggetti crescono la carice rigida o i bianchi fiori del cipollaccio tardivo. Tra loro prospera la thamnolia vermicularis, dall’aspetto simile a minuscoli ossi sbiancati. Questo significa che qui, d’inverno la neve è soffiata via dal vento, poiché questo lichene non sopporta di esserne coperto a lungo.

Alla prima parte rocciosa fa seguito un’ampia dorsale, sulla quale, nei fini detriti attorno al sentiero crescono numerosi cuscinetti di grazia delle rupi e silene a cuscinetto. I fiori dell’erba storna, che spuntano qua e là nella ghiaia, sembrano a prima vista molto simili a quelli della grazia delle rupi. L’attrattivo sentiero segue la cresta con un leggero su e giù lungo strette cenge rocciose, attraverso fessure e oltre scalini e ripiani ricavati nella roccia con l’esplosivo. Simile a un occhio azzurro, a nord si scorge il Fälensee, annidato tra le catene montuose.

Stambecchi sull’Altmann

Presso il Rotsteinpass ecco riapparire i cuscinetti di grazia delle rupi. Prima di continuare la discesa in direzione di Gamplüt e Wildhaus, una locanda di montagna invita a una sosta. Da qui si vedono spesso gli stambecchi pascolare sull’Altman, proprio dirimpetto. Si tratta di discendenti degli esemplari immessi nell’Alpstein nel 1956 dal parco faunistico Peter und Paul di San Gallo.

Sotto Flis-Schafboden, il sentiero escursionistico attraversa variopinti pascoli alpini, nei quali splende la radichiella aranciata. In breve raggiungiamo l’altopiano di Gamplüt. Chi lo volesse, da qui può scendere a Wildhaus con la funivia oppure continuare a piedi, con una splendida vista sui Churfirsten. Ad ogni modo, questa strada è per la gran parte asfaltata. E forse, prima di salire sull’autopostale, rimane ancora un po’ di tempo per dare un’occhiata al villaggio natale del riformatore Huldrych Zwingli.

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