Una rivista per ciclisti?

Quando ho estratto il nuovo «Le Alpi» dalla bucalettere ho creduto di aver ricevuto la rivista sbagliata. Indirizzo e titolo erano giusti, ma quello che traspariva dalla pellicola dell’imballaggio sembrava piuttosto una pubblicazione per ciclisti o appassionati di motocross.

Cosa sarà mai successo alla peraltro degnissima redazione del nostro amato organo del CAS? La stagione coincide, sì: ancora non sentiamo il carnevale né la calura estiva, e tra le inserzioni non vi sono pubblicità di allucinogeni. Ma una volta ancora e seriamente: conosco «Le Alpi» da 53 anni – da tanto sono socio del CAS – e mai in tutto questo tempo mi è capitato qualcosa di simile. Nella copertina, all’osservatore si presenta un bellissimo bosco immerso in un’atmosfera invernale – ma ecco la martellata: al centro, sul sentiero che vi si snoda romantico, un essere proveniente da un mondo impazzito, sospeso a mezz’aria con lo sguardo fisso a terra alla ricerca di un punto di atterraggio nel fogliame umido. Secondo la mia sicuramente non determinante opinione, quello scalmanato ciclista è stato inserito nell’immagine con un copia-e-incolla.

Nulla contro il biking in quanto disciplina sportiva in sé, ma con un periodico che si rivolge a persone legate alla natura, una simile immagine non ha nulla a che vedere, tranne forse che come cattivo esempio e solo all’interno della pubblicazione.

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