Aree di atterraggio in montagna: decisione

La procedura inerente alle aree di atterraggio in montagna nella zona di Zermatt deve essere riveduta: dopo il Tribunale amministrativo federale lo conferma anche il foro supremo di Losanna1. Entrambe le istanze sono giunte alla conclusione che, in relazione alla definizione delle aree di atterraggio in montagna per il Vallese sud-orientale a fine 2010, il Dipartimento dell’ambiente DATEC abbia considerato delle basi insufficienti in quanto – come si legge nella sentenza – «non è stata richiesta alcuna perizia della Commissione federale per la protezione della natura e del paesaggio (CFNP)». La disposizione è stata sospesa e rinviata al Dipartimento per una nuova valutazione.

Fa da sfondo alla decisione la verifica delle aree di atterraggio in montagna (AAM) nell’ambito del piano settoriale dell’infrastruttura aeronautica (PSIA). Contro la disposizione del DATEC nella regione di Zermatt, oltre alla lobby degli aviatori aveva sollevato obiezioni anche il CAS: quest’ultimo chiedeva in particolare se nell’area di atterraggio Monte Rosa, nella zona IFP2 Dent Blanche-Cervino-Monte Rosa, si ritenesse conseguito l’obiettivo di protezione «Quiete e silenzio, ricreazione» nonostante i continui atterraggi e decolli di elicotteri a titolo commerciale. Secondo le cifre dell’Ufficio federale dell’aviazione civile, nel 2008 sull’AAM Monte Rosa hanno avuto luogo in totale 794 movimenti commerciali, di cui 788 atterraggi e decolli dovuti unicamente alla pratica dell’elisci.

Un autentico compromesso

Per il CAS, tale obiettivo può essere raggiunto unicamente limitando i permessi ai soli voli di esercitazione – un punto di vista confermato dal Tribunale amministrativo federale. E – come ora osserva anche il Tribunale federale – se è vero che, per una destinazione come Zermatt l’elisci è senz’altro economicamente significativo, agli obiettivi della legge sulla protezione della natura e del paesaggio va attribuita un’importanza maggiore, e le zone IFP meritano «in misura particolare di essere conservate integralmente e rispettate il più possibile.» «Riteniamo la decisione un successo e la consideriamo un autentico compromesso tra gli interessi della pratica aviatoria in montagna e della protezione della natura e del paesaggio», afferma il presidente centrale del CAS Frank-Urs Müller.

La decisione del Tribunale amministrativo federale costituisce un riferimento, in quanto l’opinione della CFNP dovrà ormai essere richiesta anche nell’ambito della valutazione di altre AAM situate all’interno o in prossimità di zone IFP.

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