L’helibiking, un’assurda fuga in avanti

In merito all’articolo Il CAS è contrario ­all’helibiking nelle Alpi («Le Alpi» 03/2018) e alla lettera di un lettore a tale proposito («Le Alpi» 08/2018).

Insaziabili nonostante il prodigioso rendimento legato alla sua situazione, a Zermatt non mancano mai le idee volte a massimizzare i profitti. Ecco ora ­l’intenzione di introdurre l’elitrasporto delle mountain bike, che andrebbe ad aggiungersi a quello già controverso di sciatori ed escursionisti. La retorica è ben rodata: il rumore non sarebbe più forte di quello dell’elisci, le emissioni di CO2 minori che se i praticanti an­dassero all’estero, i conflitti con i pedoni evitati grazie al rispetto dei regolamenti …

Bisogna rispondere che il disturbo fonico e le emissioni inquinanti si aggiun­gerebbero a quelle di altri trasporti, e che la coabitazione con gli utenti dei sentieri stretti non può essere che problematica: già si constatano delle ­difficoltà d’estate su taluni itinerari alpini misti. Come afferma con chiaroveggenza Martin Schöni nella sua lettera pubblicata in «Le Alpi» 08/2018, «il conflitto è programmato». Auspico che una forte mobilitazione possa far fallire questa assurda fuga in avanti a scapito dell’ambiente.