Ai soci del CAS

Riconoscenti pensiamo agli uomini che, cent' anni fa, fondarono il Club Alpino Svizzero, raccogliendo le pietre basilari frai i migliori elementi del tempo. Con ascesa ininterrotta quest' associazione ha dato il suo meglio per l' esplorazione del nostro mondo alpino, per il mantenimento del rispetto nel contatto con le alte vette, per la fedeltà e l' amore per la patria. Con zelo instancabile ha costruito rifugi in tutte le zone alpine, ha reso praticabili numerose vie, ha curato o saputo animare l' esplorazione scientifica delle valli e delle alture; ha proceduto all' edizione di numerose pubblicazioni, s' è dedicata alla formazione delle guide e dei propri soci nelle diverse discipline alpinistiche, ha contratto l' assicurazione dei soci contro gli infortuni in montagna e ha sviluppato metodicamente l' escursionismo alpino della gioventù. Ma ciò che fu coltivato e promosso particolarmente nel corso di tutti questi decenni, sono la camerateria e l' amicizia fra gli alpinisti, legami che vengono mantenuti in efficienza nelle sezioni, distribuite su tutte le regioni del paese e il cui numero è salito da 8 nel 1863 a 92 nel 1963. In esse, uomini di ogni età, delle più svariate pro-fessioni e ceti sociali, si uniscono in salda e armoniosa comunità.

Conformemente alla decisione dell' assemblea dei delegati di Yverdon del 1959, la nostra rivista sociale sarà quest' anno dedicata alla commemorazione di questo secolo di attività. Gli opuscoli I e II forme-ranno la 100esima successione dell' annuario e delle riviste, mentre l' opuscolo III, impaginato separatamente ed esteso, uscirà in edizione speciale sul tema « La montagna nella pittura ».

Con queste riviste, festosamente elaborate e che usciranno in lingua tedesca, francese ed italiana, vogliamo documentare al presente e a coloro che ci succederanno che il Club Alpino Svizzero era, è e sarà sempre un' associazione potente di alpinisti di ogni stampo.

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