Al Bisbino

Di Cipriano Berini.

Dal mio quartier di riposo osservo la collina che ogni giorno si fa più verde. In mezzo spicca la bianca chiesa di Sagno, il poggio di San Martino si profila tra castagneti dai quali penzolano batuffoli di fiori ed in fondo alla valle, la monca piramide del Sasso Cordona addenta il cielo. Un alito di primavera m' invoglia verso il Bisbino, che se ne sta ascoso dietro la pineta e sembra scuotermi dal torpore che m' impigrisce da alcune settimane.

Tra la pineta e la vetta corre un lungo, ubertoso colle che incanta per la sua fisionomia serena.

Quando il sole d' aprile e di maggio ha sciolto le ultime nevi, quando il susino ed il pero confondono i loro fiori con quelli del pesco e le rubinie ornate di bianco porgono il loro nettare a sciami d' api vagabonde, quando infine i pennuti cantori ci fanno sentire le loro leggende d' oltremare, allora e irresistibilmente solo allora, il pigrone scrollata d' addosso l' uggiosa nebbia, muove col suo bastone da pellegrino verso più spirabili aure.

Seduto sul morbido tappeto d' un poggio signoreggio il piano ed i colli cosparsi di villaggi. Le insenature raccolgono molti specchi lucenti, d' un l' azzurro. Le loro sponde sono solcate da strade che tramano tra il verde e rompono questo delizioso incanto. Poi dei rombi di motore mi fanno torcere il collo più a sud; sull' autostrada i veicoli si perdono come tanti moscherini, e il loro rumore mi giunge spietato, assordante. E lo spettacolo polveroso di quella strada m' irrita e m' offusca con tutta la sua nauseabonda meccanica. Quanto mi stimo felice oggi quassù al refrigerio del castagneto! Involon-tariamente giro lo sguardo verso una grottina, dal cui ciglio stillano a intervalli delle limpide goccie percosse dai raggi del sole che brillano come diamanti.

Mentre tutta la natura sorride, un cicaleggio infantile sale fino al mio poggio. Sotto, per le serpentine del sentiero una lunga schiera di ragazzi muove ali' assalto del colle. Giornata di propaganda questa e ben scelta. Non può mancare d' infondere in quei giovani cuori tutto il gaudio e di sollevare il loro animo verso la montagna e di elevare ad essa lo spirito degno di ben compren-derla, così che il genio della natura sorrida e prepari la loro mente a pensieri nobili ed alti. Sulle svolte la colonna si presenta come un arcobaleno: tutti i colori dell' iride sono rappresentati, ed il loro scatto dinamico è amorevol-mente imbrigliato da alcuni volonterosi anziani.

Lascio il castagneto, guadagno la pineta, riesco sulla piana via che conduce ai casolari della Bedolla. Sulla mia destra corre la rete metallica di confine e svolto a sinistra per levarmi dallo sguardo una così prosaica barriera voluta dai ciechi interessi degli uomini, non dalla montagna e non dalle belle cose che tutta la vestono. Salgo per il sentiero in mezzo alle boscaglie, alle cui basi, innalzano il loro modesto stelo i primi mughetti del Bisbino. Poi gli occhi spaziano per tutto il pascolo ammantato di narcisi fino alla vetta.

VII24 L' abbondanza, il profumo, il candore di questi fiori non ha nulla da invidiare a quelli delle Pleyades. Eppure il Bisbino, fuori del nostro Cantone è ben poco conosciuto per la sua ricca ed eletta flora. Solo alcuni botanici vi ascendono rare volte per le loro ricerche.

La genziana acaulis vi si avvista numerosa ed il suo azzurro cupo, contrasta gradevolmente col bianco dei mughetti e dei narcisi. L' accesso alla vetta è ora precluso. Per motivi d' ordine interno, il Governo Italiano interdisce il varco anche alle persone munite di passaporto o di tessera di confine. l' elevazione conica siede il Santuario. Lo sguardo spazia giù nella pianura. Un' incantevole panorama si apre sul lago di Corno, lungo le cui rive bian-cheggiano sontuose ville in mezzo a lussureggiante vegetazione. A settentrione si sprofonda la valle di Muggio, coi suoi ridenti villaggi pensili, alcuni dei quali a ridosso dei colli che fanno capo al Generoso. Sullo sfondo si ergono maestosi e candidi i giganti delle Alpi e lo sguardo ne è affascinato. La scena è allettante e nella mia mente corrono peccaminosi pensieri di battaglia, ma per il momento ringuaino... la mia piccozza e mi siedo in mezzo a tanta poesia prealpina in attesa che la garrula brigata mi raggiunga.

Sulla pendice italiana del Bisbino sale un asinelio dal basto che barcolla. Di tratto in tratto fa sentire il suo raglio tagliente e disperato e trova così larga eco nella colonna che già è sul ciglio del colle. Garrula e spensierata brigata di giovinezza! Le braccia cingono grossi fasci di fiori olezzanti, ogni viso è rosso ed arde per la scampagnata e tradisce la gioia più pura. Quanta fierezza negli occhi per la conquista bella e salutare. Quanta luce in essi, intorno... L' ombra della fatica non scompone la chiassosa falange.

Eccoli questi fortunati, piccoli montanari della primavera. Essi non si concedono riposo e lanciano con voce argentina gridi di allegrezza. E vagano, si rincorrono e ridono da mettere la gioia nell' animo più desolato. Danno l' assalto al loro sacco e ogni ben di Dio sanno offrire con tutta quella prodi-galità che il buon cuore detta.

Dei gruppi di bambine bianco vestite sono sedute sul morbido tappeto verde. Le loro delicate manine compongono dei mazzi di fiori; intorno alla « ciudenda » alcune mucche accompagnano col tintinnìo dei campani, i loro canti. È un quadro suggestivo, pieno di poesia, che affascina, trasporta in un mondo di fate... lontano. È un sogno bello tra tutti i sogni!

Godi gioventù spensierata! Che questo monte dall' umile quota, senza pretese, mantenga in te viva la fiamma che oggi hai acceso e però presente, sempre, ti sia la voce del poeta: « Non giova salire colle membra, se non si sale col cuore1 ). » La Kingspitze vue de l' Ochsental.

Photo ( ivsi.

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