Annegati gli ultimi paesaggi tranquilli

In merito all’articolo Diga nella zona del Trift: il CAS dice sì in «Le Alpi» 01/2017

La KWO intende costruire una diga nella conca intatta del Trift, nell’Oberland bernese – e il CAS titola: «Il CAS dice sì». Che vergogna! In effetti il CAS sarebbe contrario a simili progetti in regioni intatte: che ipocrisia! Nel proprio statuto, il CAS professa la conservazione del mondo della montagna. Nel caso del Trift accetta che un paesaggio naturale di montagna si trasformi in un paesaggio industriale. E, peggio ancora, dice esplicitamente sì. Come se lo statuto prevedesse per il CAS l’impegno a sostenere nell’ambito della svolta energetica ciò che le centrali idroelettriche e i loro associati reputano di successo. Come ha potuto il CAS esprimersi in questo modo? Se già intende contravvenire al proprio statuto, perché renderlo anche pubblico? E poi esprimendo anche il pio auspicio che, in futuro, si potrebbe rinunciare a centrali idroelettriche di piccole dimensioni! Per un’or­ga­nizzazione altrettanto grande e importante, un’aspettativa spaven­tosamente ingenua. La svolta energetica avrà luogo indipendentemente dal fatto che anche le ultime acque intatte vengano o no sfruttate. I problemi non si risolvono, al massimo si differiscono, se ora nel Trift si cos­trui­rà una diga che affogherà gli ultimi paesaggi tranquilli.

Un sí soffertoIl CAS è consapevole che in questo caso si parla di un intervento importante nel paesaggio alpino. Ciò nonostante, la centrale intende generare 145 GWh di energia elettrica, per la gran parte durante l’inverno. Per il CAS è sempre stato chiaro che quello del Trift non è considerato un progetto a sé stante, ma rappresenta la parte del leone del previsto ampliamento delle forze idroelettriche bernesi. Qui, svolta energetica e tutela del paesaggio entrano in collisione. Alla fine, il CAS ha potuto convivere con il risultato del gruppo di accompagnamento – anche se a malincuore. Fondamentalmente, continuamo a essere contrari agli impianti in nuovi comparti territoriali. Al tempo stesso, però, è sempre necessario valutare il singolo caso – come quello del Trift.

Redazione

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