Attenzione alle «bocche di pesce»

«I pendii con bocche di pesce sono esenti da valanghe […] e andrebbero preferiti nella definizione degli itinerari.» Così si leggeva fino a poco tempo fa nei libri sulle valanghe. Oggi sappiamo che è vero il contrario.

Sul terreno liscio, l’intero manto nevoso può scivolare. In casi estremi può accadere già a partire da 15 gradi di inclinazione. Spesso, ma non sempre, questo movimento inizia lentamente. Allora si formano in primo luogo delle crepe da slittamento («bocche di pesce»). Il lento movimento verso valle può poi accelerare improvvisamente e trasformarsi in valanga di slittamento. Che poi si verifichi una vera e propria valanga, e quando, è impossibile da prevedere.

Evitare i pendii con segni di distacco

Le valanghe di neve a lastroni sono dovute alla rottura di uno strato debole del manto nevoso, e la maggior parte delle vittime hanno causato esse stesse la «loro» valanga. Le valanghe di slittamento funzionano diversamente: l’attrito al livello del terreno diminuisce e l’intero manto nevoso scivola verso valle. Le valanghe di slittamento non possono essere provocate con l’esplosivo né causate da persone. Per mantenere basso il rischio c’è una regola: evitare le zone con bocche di pesce o almeno non trattenersi in esse più a lungo di quanto non sia strettamente necessario.

Il manto nevoso può scivolare per intero solo quando nella zona di contatto la neve è umida. Almeno durante l’inverno, le variazioni di temperatura giornaliere e l’irraggiamento solare non hanno influssi rilevanti, in quanto è difficile che raggiungano la base della coltre nevosa. L’umidità viene piuttosto trasmessa alla neve dal terreno stesso.

Cosa favorisce lo slittamento?

Le circostanze seguenti favoriscono lo slittamento del manto nevoso:

Il fondo liscio, solitamente con erba invecchiata o lastre rocciose.

Neve sul terreno caldo: un inizio precoce dell’inverno o, come nel 2011 e 2012, un tardo autunno caldo. Sui pendii soleggiati il terreno è più caldo e in quota le valanghe di slittamento sono più frequenti sui versanti a meridione.

Molta neve: d’inverno, la superficie della neve è solitamente fredda. La coltre nevosa viene raffreddata da sopra, mentre il caldo affluisce in essa dal basso. Più lo stato di neve è spesso, più è facile che il calore del terreno riesca a inumidirlo alla sua base. Una coltre nevosa spessa genera inoltre valanghe più importanti.

Periodi di caldo prolungati: diversamente dalle oscillazioni termiche giornaliere, la temperatura media dell’aria influisce sulla temperatura dell’interno manto nevoso. Nei periodi di grande freddo, gli scivolamenti e il pericolo di valanghe di slittamento si riducono, mentre tornano a crescere nei periodi di caldo o con importanti nevicate.

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