Briciole di storia alpinistica

DI FRANCESCO CAVAZZANI, MILANO

In un precedente articolo comparso sul n° 1 di questa rivista ( 1957 ), ho pubblicato il carteggio inedito intercorso tra due celebri alpinisti ed artisti: il musicista svizzero E. R. Blanchet e lo scrittore italiano Guido Rey. A proposito delle ultime due lettere ho osservato che non è facile comprendere se sia il Rey a scrivere in risposta al Blanchet o viceversa, precisando gli elementi a favore dell' una come dell' altra ipotesi.

Mi è stato fatto notare da qualcuno ed in modo speciale dall' egr sig. Dott. Matthey di Basilea che la questione merita essere riesaminata e risolta e questo mi è stato possibile con la cortese collaborazione dello stesso sig. Matthey. Anzitutto è da precisare che la lettera nella quale Blanchet da notizia del suo audacissimo tentativo sulla parete nord del Cervino deve essere stata scritta da Finhaut, forse dall' albergo « Regina », se un albergo di tale nome esisteva allora in quel romito angolo, tanto delizioso nella sua pace verde e nella sua solitudine ammantata di pinete. In questa località il Blanchet si era recato per effettuare il suo allenamento per la campagna alpinistica del 1929; logico vi ritornasse per calmare il bruciore della sconfitta1.

La lettera non ha data; soltanto, essendo il Blanchet prossimo a ritornare a Losanna, egli indica che dopo il 15 ottobre si sarebbe trovato in quella città: « dès le 15 oct. Lausanne-Le Sophora ».

Vediamo ora di chiarire cronologicamente gli avvenimenti. Il 2 settembre del 1930 Benedetti, Luigi Carrel e Maurizio Bich hanno salito la cresta del Furggen, seguendo un itinerario diverso da quello tracciato molti anni prima da Mario Piacenza e dalla guida Joseph Carrel ( padre del Luigi che accompagna Benedetti ). Al ritorno la cordata va a fare visita a Guido Rey che vive nella sua villa del Breuil e che a tutti appare quale il « genius loci ». Era un omaggio tanto più doveroso in quanto si sapeva che quell' uomo, ormai anziano, amava con ardore giovanile il monte meraviglioso e si sapeva che egli era stato il primo a tentare la - per quei tempi - impossibile scalata degli strapiombi del Furggen.

Parlando dunque con Benedetti e Carrel, il discorso viene naturalmente sulle precedenti imprese e Guido Rey informa gli ignari interlocutori che appena l' anno prima la cresta è stata percorsa integralmente in discesa dal Blanchet e dalla sua guida Mooser; da al Benedetti l' indirizzo del Blanchet e lo consiglia di informarlo della sua bella scalata, che certamente gli farà piacere. Benedetti non se lo fa dire due volte e manda a Blanchet una relazione della salita, aggiungendo anche una fotografia nella quale segna la via percorsa.

1 R. Blanchet: Aletschhorn—Cervin, Les Alpes 1930, p. 427. 40 Questa missiva deve aver raggiunto Blanchet poco dopo il ritorno dallo scacco sulla parete nord del Cervino ( 4 settembre ). Ai primi d' ottobre, trovandosi come s' è detto a Finhaut, Blanchet scrive a Guido Rey e, mentre gli racconta la sua avventura sulla nord del Cervino, gli parla anche della salita di Benedetti al Furggen:

« C' est avec une admiration indicible que j' ai lu la relation du héros de 1930, M. Benedetti. Sa victoire a précédé d' un ou deux jours ma défaite. J' ai suivi avec émotion le pointillé de sa route sur cette superbe photographie, devant quoi je vous écris. Ce Cervin formidable m' éblouit, et j' en oublie le vent qui hurle, la pluie qui bat ma fenêtre, et la neige toute proche. Je vous remercie d' avoir prié M. Benedetti de me mettre au courant: ce sera une joie pour moi d' ajouter en post-scriptum à l' article que j' ai donné aux Alpes sur ma descente des surplombs de Furggen, une note où je paierai un juste tribut d' admiration à ce vaillant et à ses guides. J' espère être le premier à l' écrire en Suisse. Mais l' article ne paraîtra qu' à la fin de l' année. » Rey risponde allora con la lettera ( già pubblicata ) del 10 ottobre:

« Je ne suis pas un „ maître ", mais un vieil ami... Laissez-moi dire que j' admire votre audace et, en même temps, votre sagesse.Vous êtes sorti vivant d' une entreprise terrible, après avoir fourni une preuve d' équilibre physique et moral vraiment rare. » Questo è il commento di Guido Rey alle righe rapide e brucianti che gli danno notizia dell' as e della ritirata dalla parete nord del Cervino.

Per quanto riguarda l' altro argomento - la cresta del Furggen - Rey apprende dalla lettera che Benedetti, scrivendo al Blanchet che non conosceva, ha affermato di esser stato a ciò consigliato dallo stesso Rey. Ritiene suo dovere giustificarsi e per questo scrive:

« Je me suis permis de donner votre adresse et de raconter votre exploit de Furggen à Monsieur Benedetti, au Breuil, quand il venait d' accomplir son ascension. Il a désiré vous écrire, bien que son itinéraire ne coïncide aucunement avec le votre. A ce qu' il paraît, il a fait une variante à la route Piacenza, sur une ligne plus proche de l' arête de Furggen. Je ne connais pas de détails de la nouvelle entreprise qui, en tous cas, est bien difficile et bien belle, mais je suis certain que la véritable arête de Furggen et son surplomb, depuis l' Epaule jusqu' au sommet, sont encore à faire en montant. Vous l' avez faite en descendant. » Il carteggio con Rey permette a Blanchet mettere a fuoco esattamente la relazione della sua impresa al Furggen apparsa poi in questa rivista ( VI, p.467 ) e nella quale egli stesso richiama i chiari-menti fornitigli da Rey per corrispondenza. A questa relazione egli avrà forse aggiunto il post-scriptum che però vide la luce separatamente, su questa rivista, parte 2° a pag. 312:

« Une caravane italienne - M. Enzo Benedetti de Milan avec les guides Luigi Carrel et Maurice Bich - a gravi le 2 septembre dernier le Cervin par l' arête de Furggen. Le surplomb fut contourné sur le flanc italien et le fil de l' arête repris le plus tôt possible.

Horaire: Col du Breuil: 6 h. le matin. Epaule supérieure de Furggen: 10 h. 30 à 11 h. 15. Sommet: 15 h. 30.

Uextrême rapidité de la cordée sur le parcours de l' Epaule au sommet témoigne de qualités extraordinaires. Du col à l' épaule, les alpinistes ne rencontrèrent pas de difficultés particulières. E. R. Blanchet. » Parve chiudersi così la storia del Furggen; ma aveva ragione il Rey quando diceva che lo strapiombo in salita era ancora da fare: e per farlo si dovette attendere molto tempo ancora, finché nel 1941 ancora Luigi Carrel - sempre luici riuscì a prezzo di ore di lotta e usando una quarantina di chiodi.

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