Cavalcata a metà tariffa Sul Rossstock con le racchette

Il Rossstock, sul confine tra i cantoni di Svitto e Uri, equivale grosso modo all’equitazione: poca fatica, grande soddisfazione.

Sui versanti a settentrione della Riemenstaldner Tal, le cui condizioni di innevamento sono sorprendentemente sicure, gli amanti dell’outdoor trovano accesso a numerose vette particolari. Per una volta non si tratterà di Blüemberg o Mist­hufen, bensì del Rossstock: «Ben frequentato», ma ciò nonostante valido sotto molti punti di vista. In fondo, su terreno svittese si raggiunge pur sempre una vetta urana che appartiene alle Alpi glaronesi. Il «Chaisers Ross» costituisce l’estremità della Spilauer Grätli e appartiene alla catena del Chaiserstock.

Tra la stazione di valle e la croce di vetta in ferro battuto del Rossstock ci sono 1277 metri di dislivello, 533 dei quali vengono superati in neppure dieci minuti con la nostalgica funivia aperta fino a Gitschen.

Il primo traguardo intermedio, la Lidernenhütte CAS, dista una decina di minuti. La sensazione di solitudine è ben diversa, ma la capanna offre l’opportunità di allacciare l’ultimo cinturino o magari di bersi un secondo caffè. Tuttavia, almeno al mattino sarebbe meglio lasciarsi la Lidernenhütte sulla sinistra, riservandosela per una gustosa e prolungata merenda.

Con il gallo o in coda

La gita è fatta su misura per tutti coloro che, dopo una dura settimana di lavoro, si farebbero sì una bella salita, ma senza esaurirsi del tutto. La sfida maggiore di questo itinerario alpino per principianti non è rappresentata dalla lunghezza o dall’altitudine, bensì dalla diana antelucana: per non rimanere bloccati già nel gelido mattino nella coda alla teleferica a quattro posti, è infatti meglio alzarsi con il gallo. Una volta scesi dal caldo autopostale, la corrente d’aria generata dalla velocità di quattro metri al secondo non impiega molto a risvegliarci. E in seguito sarà un piacere ancora maggiore sentire il calore generato dai primi passi sulla neve scricchiolante e il risveglio delle punte delle dita raffreddate oltremodo.

Carichi di entusiasmo saliamo in direzione della Ober Hüttli, con lo Schmalstöckli davanti agli occhi. Al Mälchbödeli incontriamo la traccia di coloro che hanno aggirato il Rossstöckli e l’Abedweid dall’altra parte. Hundstock e Hagelstock sulla destra e Höch Egg e Chaiserstock sulla sinistra, noi lasciamo la nostra, a dire il vero, particolarmente bella.

In equilibrio sulla stretta schiena del «cavallo»

Dopo poco più di un’ora, eccolo, il Rossstock. Davanti a noi c’è ancora mezz’ora di terreno gradevole e regolarmente ripido e – senza neppure accorgercene – siamo tornati nuovamente in territorio svittese. In tutta comodità ci dirigiamo verso il punto 2254 per indovinare, dopo un rinnovato apprezzamento, che il rialzo gelato e battuto dal vento sulla ripida dorsale del Rossstock ci costerà comunque qualche goccia di sudore. Una cosa è chiara: il «Chaisers Ross», il cavallo dell’imperatore, non si supera più facilmente!

Nella ripida salita finale dopo il deposito degli sci, la neve è dura e fa meno presa. Per una volta, noi con le racchette abbiamo vita quasi più facile dei numerosi sciescursionisti con i loro scarponi rigidi.

Dopo un quarto d’ora le cose si complicano: sulla stretta cresta del Rossstock, fino al ripidissimo sperone di roccia con la croce di vetta il posto è scarso. Tutti si concentrano sull’esigua e profonda traccia nella neve dura, anche noi – che, ciò nonostante, ci gustiamo la «corsa sul cavallo». Vediamo gli escursionisti che raggiungono il Rossstock dalla parte opposta, per la Rossstocklücke. E siamo tutti d’accordo: anche una traversata sarebbe pagante. Per una frazione di secondo invidio tutti quelli che, un centinaio di metri più in basso, potranno rimettersi gli sci.

Ma tant’è: grazie alle splendide condizioni della neve, anche il nostro ritorno non è privo di fascino. Fino al Mälchbödeli possiamo ripercorrere la nostra stessa traccia, il posto non manca. È questa la libertà che stavamo cercando.

Feedback