Curiosità mostruose di altri tempi nei monti della Svizzera

della Svizzera.

È diffusa ancor oggi fra la gente di campagna e fra quella delle più selvaggie vallate, la credenza che nei boschi più oscuri e sulle più elevate cime dei monti nostri esistano tuttora orrende mostruosità animali, che nessun trattato moderno di fauna terrestre contempla. E quindi crestuti rettili dal sibilo sinistro, incantatori di incauti innocenti uccelletti, gatti selvatici dagli occhi venefici emananti verdi fiamme, quando addirittura non si tratti di streghe e stregoni cavalcanti le fatidiche scope. Fantasticherie tutte traman-datesi dalla più remota antichità, ricordi forse di epoche preistoriche, suggerite da certi luoghi ancora oggi paurosi, inaccessibili e misteriosi. Qualche dotto di villagio ha certamento contribuito in buona fede al diffondersi di taluna di queste panzane, scovate su uno dei tanti tomi dei secoli scorsi che nulla tralasciavano per esaltare la bellezza orrida di regioni come la nostra essenzialmente montagnosa. Ho appunto sott' occhio una interessante opera ponderosa stampata in Venezia presso Giambatista Albrizzi Quondam Girolamo, con Licenza de' Superiori e Privilegio, l' anno 1742, dal titolo « Lo Stato Presente Di Tutti I Paesi E Popoli Del Mondo, Naturale, Politico E Morale Di M. Salmon. » Al Tomo II0 alcuni capitoli sono dedicati al « Paese Degli Svizzeri » e fra la entusiastica esposizione delle bellezze naturali di ogni singolo cantone, è detto testualmente quanto segue:

DALLA STORIA DE' POPOLI DEL MONDO DI M. SALMON TOMO XI.

STAMPATO IN VENEZIA PRESSO GIAMBATISTA ALBRIZZI Q. GIR.

MDCCXLII. CON LICENZA DE' SUPERIORI, E PRIVILEGIO.

Una razza d' animali ch' é degna di considerazione, tra la gran varietà che ne' Paesi degli Svizzeri osservasi, é quella de' Dragoni, o Serpenti, la cui natura é stata messa tante volte in dubbio per le molte descrizioni che ne rapportano gli antichi Storici, credute favolose. Io ne farò conoscere alcuni e ne darò la strana figura in rame, su la relazione fedele dei Viaggiatori che hanno scorsa tutta 1' Elvezia, e particolarmente del curioso e dotto Scheuchzero. Nel Canton di Zurigo é stato veduto un Serpente, ravvolto in più giri, e diriz-zantesi col capo, di color grigio, lungo piedi sette, e grosso come un pomo: la testa somigliava a quella d' un Gatto, ed era affato senza piedi. Vedi Fig. I.

Un altro Serpente si trovò di natura maravigliosa il quale é munito di quattro piedi, scuro di colore, e con una cresta sul capo. Il Bocharto tiene per favolosi i Serpenti co' piedi, perchè niuno antico Scrittore ne fa menzione; e S. Agostino dice espressamente ( libr. III. de Gen. e. 9 ) che il Serpente é « senza piedi ». Allo incontro i Moderni, danno de' piedi a quasi tutti i Serpenti. Lo Scaligero appresso il Gesnero dice: Genera omnia Draconum pedes habent. L' esperienza fa per l' opinione de' Moderni. Ma forse questa razza di Dragoni co' piedi e senz' ale, si può riputare per una certa spezie di Lucertoloni sotterranei. Circa le creste di questi animali il Bocharto ne dubita, e dice: Draconum cristas qui viderit non reperitur: ma la maggior parte de' Serpenti dell' Elvezia che sono stati veduti da molti, sono crestuti. Vedi Fig. 2.

Un altro ne fu veduto una lega e mezza lontano da Zurigo verso Occidente, lungo quattro piedi, munito di piedi, e con un collo grosso quanto il braccio umano, con una spezie di corona su la testa di color bianchiccio, benché tutto il corpo dell' animale fosse nero, trattane una spezie di fascia o anello, ond' era cinto il collo. Vedilo espresso nella Fig. 3.

Nel Cantone di Lucerna fu veduto un Dragone volante uscire da una spelonca di un Monte, chiamato il Monte di Pilato, di forma grande colla coda lunga; e mentre volava, pareva che spargesse delle scintille di fuoco: cosicché la prime volta che Cristoforo Scorero ebbe a vederlo, lo credette una meteora: ma di poi dal moto e dalla costituzione delle membra, si accertò che quello era un vero Dragone.Vedi il Wagnero, H. N. Helvet. pag. 252. Fig. 4.

Più strana di tutti é la forma d' un altro Serpente veduto da un Cerchiaio, e riportata dal Kirchero Mund. Subterr. p. 100. Fig. 5.

Un' altra bestia alla Fig. 6 col capo serpentino, col collo e colla coda di eguai lunghezza, che camminava con 4. piedi alzati da terra un piede, tutta squamosa, e macchiata di bianco e di grigio colla testa poco dissomigliante dalla testa del Cavallo, viene riferita dal sopradetto Schorero, Prefetto di Lucerna, il quale ne trasse la notizia dalla propria bocca di un Cacciatore di nome Paolo Scumperlin, che in detto Serpente si abbatté sopra il Monte Flue, dove egli si era portato alla Caccia. Una spezie di Dragone, o Idra grande cogli orecchi patenti, col corpo eguale a quello d' un Vitello, lungo 8. cubiti, fu veduto nuotare fuori del Lago di Lucerna. N' abbiamo fatta delineare la forma alla Fig. 7. Se ne parla dallo Schilling nel Cronico Lucernese.

La Fig. 8. rappresenta un Dragone veduto nel territorio d' Appenzel nell' alpe Commoor, che aveva un' orribile testa, con la lingua fessa e vibrata assai da lungi: di colore oscuro e con certe striscie piombine: la schiena dalla testa fino alla coda tutta nodosa: il ventre di color giallo e dorato: con due soli piedi nella parte anteriore; che si drizzò alto, e mandò un sibilo, allorché vide l' uomo, che dal fiato di quel Dragone restò preso da un forte dolor di capo, e da vertigine, essendosegli sopra tutto indeboliti gli occhi; e se non fosse tosto fuggito, temé che la bestia non Io assaltasse.

Gli ultimi tre che ho fatti delineare ( vedi Fig. 9. 10. 11. ) sono di forma orribile e strana: il primo trovato nel Distretto di Berg, era lungo due braccia colla testa simile a quella del Gatto, ma più schiacciata, pelosa, rossa; cogli occhi scintillanti, con una fascia bianca intorno al collo, con quattro piedi o piuttosto appendici squamose a guisa de' pesci, con lingua serpentina, e coda biforcata. Il secondo fu trovato nel paese de' Grigioni; ed era coperto di squame dure: avea gli orecchi e la testa simili a quelli del Gatto, con quattro piedi; e il ventre da due piedi anteriori ai due di dietro, tutto distinto a guisa Varie Sorte di Serpenti mostruosi, che furono ritrovati nelle Alpi degli Svizzeri.

di vene con certe striscie rossicce: la schiena setolosa: e il capo crestuto. Il terzo finalmente é alato, con delle macchie rosse su l' ali, risplendenti come argento.

Qui porremo la Storia di quel Cerchiaio di cui abbiamo parlato álla pag. 302. perch' ella é si ammirabile, che io credo di far cosa grata ai Leggitori, riferendola per disteso colle stesse parole del Kirchero che la racconta:

Nella Città di Lucerna appresso gli Svizzeri vi fu un cerchiaio, il quale essendo a far provvisione di materiali per fabbricar le sue botti in alcuni luoghi selvosi, e dd' un solitudine, non so per qual destino smarrita la strada, né sapendo come ritornare in sentiero, dopo d' aver errato qua e là gran parte del giorno e della notte; alla fine cedendo alla stanchezza si fermò a riposare un poco. Svegliatosi verso l' alba, e postosi a continuare il suo cammino, fra quel dubbio chiarore non avvertendo una gran voragine ch' egli avea dinanzi, vi cadde, ma però in maniera che dando giù colla persona nel fango molle ch' era in fondo alla voragine; non ricevè altra offesa, che d' un poco di svenimento cagionato dal disordine dello spirito e dal timore della caduta. Tornato in sé di li a poco, e veduta l' altezza di quella buca, insuperabile a sforzo umano ( imperciocché ella era simile ad un pozzo, chiuso da tutte le parti da scoscese pareti ) disperando d' ogni umano aiuto, si rivolse con gran Varie Sorte di Serpenti mostruosi, che furono ritrovati nelle Alpi degli Svizzeri.

fervore d' animo a Dio Signore e alla di lui Madre, pregando che fosse cavato da quello stato miserabilissimo. V' erano lateralmente in quella voragine, alcune profonde caverne distese per lungo e per largo da ogni parte, nelle quali mentre egli pone il piede cercandovi un ricetto più comodo, ecco subito fargliesi incontro due orrendi Dragoni, alla vista de' quali reso quasi esanime per lo spavento, s' arretra nel pozzo, non cessando d' implorare con abbon-devoli lagrime d' aiuto divino e della Vergine, contra si fieri mostri: e que' Draghi frattanto benché ora con la coda, ora col collo gli abbracciassero il corpo, non gli recavano offesa o violenza alcuna. Ma qual fosse l' animo di quest' in in una si inudita e spaventevole compagnia di Dragoni, può chiunque immaginarselo più facilmente, che con sensi bastevoli esprimerlo. Avresti costi veduto un Daniele nel lago non de' Leoni ma de' Draghi; dove egli dimorò non per un giorno o una settimana ma per sei mesi interi, dal 6 di Novembre fino ai 10 d' Aprile. Ma con qual cibo penserem noi ch' egl' abbia sostentata la vita? Il fatto é stupendo. Aveva egli veduto, che que' Dragoni non si nutrivano d' altro cibo, in quella stagione invernale, che di un certo licore salsuginoso, il quale trasudava dalle pareti di quelle rupi, però mancan-dogli colà ogni, cosa necessaria al vivere; imitò l' esempio de' Dragoni, e principiò a lambire di quel licore delle pareti, col quale ristoratosi alquanto, sostenne poi la vita per sei mesi interi con questa sola fatta di cibo. Giunto il Sole all' Equinozio, e cominciandosi a sentire un' aria più tepida, fin qué mostruosi animali s' accorsero esser già venuto il tempo d' uscire da qué sot-teranei nascondigli, e di cercare pascolo altrove; perciò uno di essi fatto prima un grande sbattimento d' ali, s' alzò e se ne volò fuori del pozzo: lo che già tentava di fare anche l' altro. Pensando il Cerchiaio che quella fosse una ottima opportunità di uscirne egli pure, appigliatosi alla coda del Serpente fu portato, con insolito e prodigioso spettacolo, fuori della voragine; dove lasciati i Dragoni, trovò subito col divino indirizzo la strada di Lucerna, dove rivide i suoi che lo credeano perduto già da molto tempo, e narrò loro ordinatamente le cose che gli erano avvenute, rimanendo eglino attoniti a si nuova e spaventevole relazione. E poiché egli aveva ottenuta la liberazione da quella voragine e da qué mostri per l' intercession della Vergine, a perpetua memoria del successo, e a maraviglia de' posteri, volle lasciarne in testimonio una veste Sacerdotale, che chiamiamo Pianeta, nella quale ordinò che fosse ricamata a vivi colori la serie di questo prodigio; la qual Pianeta esiste fin oggi di nella Chiesa di S. Leodegario in Lucerna, e suol mostrarsi a tutti, i Forestieri. Ed il Cerchiaio dato si a Dio tutto, mentre per lo stomaco mal affetto non poté più soffrire l' usitato cibo, dentro lo spazio di due mesi, dacché era uscito dal Lago de' Dragoni, se mori piamente nel Signore.

Fin qui il Kirchero Mund. Subterranei. L' istesso Cjsato da cui copiò il Kirchero, scrive che la storia intera del Cerchiaio abitante nella spelonca fra due Dragoni fu ricamata. Io ( dice lo Scheuchzero ) ho veduto almeno i due Dragoni, ma non il Cerchiaio e ne ho disegnato uno. E quanto a me penserei che la Pianeta di Lucerna fosse lavoro fatto colL' ago nella China, e la figura de' Dragoni, una di quelle che gli Imperadori Chinesi portano per insegna. Aggiunge il Kirchero che nella Chiesa di S. Leodegario é attestata la verità del fatto con una pubblica Tavoletta e d' Iscrizione, oltra tante altre testimonianze. Madi ciò non mi potei accertare. Anzi il Cjsato accusa la negligenza e l' incon de' Maggiori, per non aver conservata negli Annali una particolare memoria del giorno, dell' anno e del nome di colui, al quale ciò è avvenuto; poiché altri vogliono che sieno scorsi fin ora 130 anni, altri solamente un secolo dopo il fatto. Molti attribuiscono la cagione di questa mancanza agl' incendi, i quali hanno distrutta la maggior parte de' Monumenti di quella Chiesa.

Carlo Airoldi.

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