Del paradosso tra biodiversità e libero accesso

A proposito dell’articolo Dalla riserva severa alla rete flessibile, in «Le Alpi» 10/2018

Volevo ringraziarvi per aver pubblicato l’eccellente articolo di Andreas Minder sull’evoluzione della protezione della natura in Svizzera. La sua sintesi è ­incredibilmente ben fatta, e che gioia scoprire Johann Wilhelm Coaz, il John Muir elvetico! Mi ha reso felice ­anche l’aver visto la vostra rivista citare apertamente il paradosso tra tutela ­della diversità e difesa dell’accesso. Per coloro che sono al tempo stesso membri di Pro Natura e del CAS questo paradosso può rivelarsi decisamente ­problematico, ad esempio in relazione al piano di riqualificazione del Creux du Van a Neuchâtel. Le vostre conclusioni, per contro, mi sembrano mancare di spirito critico: un piacere può davvero giustificare la sparizione di una specie a livello locale? E come è possibile far rimare «patria» con cambiamento climatico e biosfera? Ne deduco che il Comitato centrale del CAS non è ancora realmente pronto a rimettere in discussione talune di queste attività per quell’interesse generale che è la salvaguardia della biodiversità.