Dietro il Kistenstöckli | Club Alpino Svizzero CAS

Dietro il Kistenstöckli Escursione al Piz d’Artgas

Il Kistenstöckli, o Muot da Rubi, esercita per molti una magica attrazione. La vetta vicina offre però l’esperienza più intensa con la natura.

Vi sono montagne che, per quanto concerne la notorietà, rimangono nell’ombra delle loro vicine, nonostante siano più alte. Tra queste c’è il Piz d’Artgas, sopra Breil/Brigels, nella Surselva. Se è pure la montagna di casa di Waltensburg/Vuorz, la maggior parte degli escursionisti gli passa accanto e raggiunge il Kistenstöckli, o Muot da Rubi. Questo vanta una struttura sommitale appariscente, a forma di cassa, appunto, che sembra attrarre magicamente la gente. Ne sono testimoni gli innumerevoli omini di pietra e le bandierine tibetane sul ripiano della vetta.

Quando mi sono incamminato per la mia salita al Piz d’Art­gas, anch’io ho notato dapprima il Kistenstöckli, che si stagliava sfacciato nel cielo mentre avanzavo in direzione di Chischarolas lungo il chiassoso Flem. Un po’ più tardi, scopro tuttavia sulla destra anche il Piz d’Artgas.

Perle paesaggistiche e viste sfarzose

La sua imponenza si rivela solo all’alpe Rubi Sura, dove declina anche il suo nominativo. In neolatino, «artga» significa arco, e da questo punto di vista la montagna si tende proprio come un arco. Ma una volta ancora, il mio sguardo viene attratto con maggiore forza da una perla paesaggistica: a ovest si apre la Val Frisal. Si tratta di una valle d’alta quota lunga circa tre chilometri, inserita nell’Inventario delle paludi e dei margini proglaciali di importanza nazionale. Un po’ spostato, sotto la valle, in una frana, si riconosce lo Scatlè, la più piccola, ma per contro più alta, selva di abeti rossi d’Europa.

Non appena lascio il sentiero della Bifertenhütte in direzione del versante sud del Piz d’Artgas mi ritrovo solo in un terreno senza tracce. E sì che prima incontravo numerosi escursionisti che dalla stazione degli impianti o dal parcheggio della regione sciistica di Brigels si dirigevano verso il Kistenstöckli. La solitudine me la posso assaporare anche sulla vetta, che dal canto suo offre una vista sfarzosa sulle Alpi glaronesi e grigionesi. Il trambusto dei formicai lo si incontra solo sul Kistenstöckli.

Branchi di stambecchi e di uomini

Nella discesa dal versante nord verso Falla Lenn, in prossimità del passo, improvvisamente non sono più solo. Un rumore di pietre tradisce la presenza di uno stambecco. Lo seguo lentamente. Ed eccolo: non è solo. Assieme a lui, lungo il pendio scorrazza la famosa colonia di stambecchi della regione. Si lasciano osservare a lungo pascolando indisturbati.

Poi, il richiamo del branco prende anche me. Spontaneamente passo dalla Bifertenhütte e mi arrampico assieme a molti miei simili sul Kistenstöckli. Oltre alla sua forma particolare, la montagna offre una spettacolare vista verticale sul Limmerensee. Considerando la regione, sto già facendo altri progetti di escursioni. Una possibilità, facile e ciò nonostante poco percorsa, sarebbe il sentiero escursionistico dalla Bifertenhütte a Pigniu Panix o l’itinerario d’alta montagna lungo le cenge fino al Bifertenstock. Ma questo vale da sé una proposta di itinerario.

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