Giochi acquatici nella roccia Canyoning in Ticino

Praticato in sordina trent’anni or sono, il canyoning è diventato una disciplina alla moda. In Svizzera è il Ticino ad andare per la maggiore. La qualità della sua roccia combinata con le acque trasparenti ne fa un eldorado per i canyonisti del mondo intero.

Qui si lasciano scivolare lungo un toboga naturale. Là piombano da parecchi metri dentro una vasca cola d’acqua cristallina. Altrove, ancora, appesi all’estremità di una corda semistatica si calano lungo una cascata alta diverse decine di metri. Muniti di casco e di spesse tute in neoprene, imbragature e zaini stagni, un manipolo di canyonisti affronta le profondità della Val di Lodrino. Immersi in vertiginose pareti di granito, dimenticano il sole. Instancabile, l’acqua ha scolpito nel corso dei millenni questo sontuoso tracciato, che molti considerano il «signore» dei canyon ticinesi. «A Lodrino la sensazione di impegno è molto forte. Si ha l’impressione di essere prigionieri nelle viscere della Terra», annota il friborghese Jean-François Delhom, che fotografa i canyon del Ticino da più di dieci anni.

 

L’eldorado dei canyonisti

Se i tre tronconi della Val di Lodrino vantano le più spettacolari, il Ticino non è per nulla avaro di cascate e vasche granitiche dalle acque trasparenti. Pontirone, Iragna, Cresciano, Osogna, Valle del Salto e Chironico sono altrettanti nomi che echeggiano con piacere alle orecchie dei canyonisti. «In questi ultimi anni il Ticino è diventato l’eldorado del canyoning europeo», spiega il ticinese Luca Nizzola, guida di canyoning che esplora le gole del suo cantone sino dagli anni Ottanta. «In tutto il mondo non esiste altro luogo con una simile concentrazione di discese.» Dalla rudezza alpina del massiccio dell’Adula, nel nord del cantone, alla dolcezza meridionale delle rive del Lago Maggiore, Luca Nizzola ha recensito più di 60 percorsi bene attrezzati e quasi altrettante gole ancora scevre da qualsiasi intervento umano: «Dal percorso tecnico di grande portata nella Valle Maggia al piccolo torrente di Loco, nella Valle Onsernone, alle imponenti cascate del canyon verticale di Biasca al fiume quasi orizzontale di Ponte Brolla, ce n’è per tutti i gusti», assicura.

D’inverno, le acque gelide dei canyon ticinesi sono frequentate solo da pochi intrepidi. Dopo un periodo delicato in primavera a seguito degli importanti aumenti di portata dovuti allo scioglimento delle nevi, la stagione estiva è la più propizia per il canyoning. «È in questo periodo che le grandi classiche di Cresciano, Osogna, Pontirone, Malvaglia e Iragna sono prese d’assalto dai canyonisti», spiega Luca Nizzola. A partire da agosto, i più sperimentati si dedicano alle discese più tecniche, molto meno frequentate, come quella di Lodrino, del Riale delle Sponde o della Valle del Salto. Poi arriva l’autunno, che corrisponde al periodo di minore portata idrica. «Privilegiamo allora le discese d’alta montagna e approfittiamo dei livelli bassi per compiere delle ricognizioni o attrezzare nuovi canyon.»

 

Attenzione alle trappole acquatiche

L’immagine dei simpatici folletti che si divertono in questi veri e propri parchi acquatici naturali è decisamente at­traente. Ma non deve per questo occultare un pericolo estraneo agli alpinisti: l’acqua. «Praticando il canyoning si gioca nell’acqua e con l’acqua, un’acqua viva, potente e fredda, molto più potente di noi», ricorda Luca Nizzola. «Un’onda di piena significa la morte: è di una violenza estrema», previene dal canto suo Jean-François Delhom. In una delle sue foto si vedono le foglie morte rimaste incollate sulle rocce a oltre 30 metri al di sopra delle teste. «Testimoniano dell’altezza che certe piene possono raggiungere.» Oltre a un brusco aumento della portata dovuto a un temporale o allo spurgo di un bacino artificiale a monte, il friborghese punta il dito su altre trappole acquatiche che anche un alpinista esperto in ogni genere di manipolazione della corda non saprebbe riconoscere: «Si può morire annegati in un minuto incastrandosi in una cascata durante una calata. Un vortice può catturarti. Ma anche saltare in una vasca senza averla precedentemente sondata può avere conseguenze nefaste.»

In breve, il canyoning è divertente, ma giocare con l’acqua non è innocuo. È quindi con una buona preparazione e bene accompagnati che apprezzeremo al meglio i piaceri di questi giochi acquatici: il coniglio con la polenta gustato in un bel grotto dopo l’avventura avrà senz’altro un sapore migliore.

Feedback