Inutile far fatica, c’è di peggio!

In merito all’editoriale Una somma di buone volontà, di Françoise Jaquet, presidente del CAS, in «Le Alpi» 02/2020

Osservo che, nel suo editoriale, Françoise Jaquet auspica che la Svizzera applichi la Convenzione di Parigi sul clima del 2015. Residente in Francia da più di 60 anni, sono sufficientemente informato per ricordare che questo accordo è servito unicamente da spalla a Ségolène Royal. Questo le ha permesso di essere eletta in seguito ambasciatrice dei Poli, passaporto per un’attività politica e turistica. Il titolo le è appena stato ritirato per carenza di attività. Nel testo di Françoise Jaquet leggo poi che essa stessa aveva attuato alcune semplici misure personali per emettere meno CO2. Ma le ricordo che la Svizzera neppure figura nell’elenco dei 23 paesi con le maggiori emissioni di CO2: il primo è la Cina, con il 28%, il secondo gli USA, con il 14%, e il 23º la Tailandia, con lo 0,7%. Nelle lettere dei lettori del medesimo numero, Gotthard Kaufmann risponde in anticipo alla nostra presidente: «[…] il riscaldamento [è] un processo assolutamente naturale contro il quale l’uomo non può nulla. […] Andare un po’ più in bicicletta non serve a nulla!» Condivido in pieno questa posizione.

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