La mountain bike nel CAS:una (ri)evoluzione

Dopo un anno di intenso lavoro, il nuovo opuscolo «In bici per 12 capanne del CAS» fa la sua comparsa in lingua tedesca e francese (vedi pagina 20). Con i suoi percorsi facili o impegnativi verso 12 capanne, si iscrive in una tendenza attuale. In effetti, in Svizzera la mountain bike conosce un vero e proprio successo, in particolare nei Grigioni – e alcune sezioni del CAS già propongono uscite su due ruote nel loro programma. I nostri omologhi austriaci e tedeschi hanno persino qualche lunghezza di vantaggio rispetto a noi.

Come ciclista fuori strada esperta e appassionata di montagna, trovo assennato integrare e promuovere questa disciplina nell’ambito di un organismo come il Club Alpino Svizzero. Dopo tutto, la mountain bike è sotto molti aspetti paragonabile allo sciescursionismo. Coloro che lo praticano in montagna ne conoscono bene gli imperativi. La preparazione deve essere minuziosa. Si analizzano carte, meteo, profilo altimetrico, livello dei partecipanti. E sul terreno, i percorsi a volte lunghi e tecnici ci portano su sentieri magnifici. Le emozioni provate sono altrettanto pure e belle che con gli sci, colme di libertà e di felicità condivisa.

Ma chi parla di ciclismo fuori strada in montagna parla anche di problemi di coabitazione tra escursionisti e ciclisti, che in realtà percorrono i medesimi sentieri. Durante la realizzazione di questo opuscolo, perciò, le capanne sono state attentamente selezionate, e ogni itinerario proposto è stato passato al vaglio sottile al fine di prevenire potenziali conflitti. Inoltre, abbiamo realmente posto l’accento su una pratica responsabile di questo sport, nel pieno rispetto delle regole vigenti.

La nuova brossura invita a scoprire le capanne in modo diverso e a gioire delle meraviglie della montagna nel rispetto reciproco, a piedi o su due ruote.

Allora, tutti pronti a nuove e forti emozioni? L’appuntamento è lungo gli itinerari per le 12 capanne presentate nell’opuscolo.

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