La più alta catena alberghiera d’Europa

In merito all’articolo «Accessi in capanna a rischio», in «Le Alpi» 11/2015

Ho letto con interesse l’articolo sugli «accessi in capanna a rischio», e trovo molto avvincente e ragionevole la posizione del comitato centrale, secondo cui, dove l’accesso non può più essere garantito, una capanna può/deve venir convertita in bivacco. Questa è esattamente anche la mia opinione! Sì, poiché ritengo che ampliare le capanne e attrezzarle poi con un’infrastruttura da intrattenimento (via ferrata, sauna, hot-pot, ecc.) capace di attirare i visitatori necessari a rifinanziare l’ampliamento rappresenti uno sviluppo non tanto grandioso e per nulla sostenibile. Piuttosto, con questo il CAS si sviluppa nella più alta catena alberghiera d’Europa, cosa ben lontana dal senso di un’associazione alpinistica. Perciò convengo appieno con il comitato centrale che, a seconda della situazione, è anche possibile imboccare la direzione contraria. Un bivacco è comunque un luogo confortevole e avventuroso! Auguro al comitato centrale moltissimi argomenti e molta abilità negoziale nelle discussioni con le sezioni proprietarie delle capanne.

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