La valle di Soladino

Di G. Padovani

1 illustrazione.Sezione Locamo ).

Nella media valle Maggia chi passa sul lungo rettilineo di Riveo è attratto dalla belezza della doppia cascata di Soladino, che ricca d' acque, sgorga in parte dalla rupe nera e in parte dalla roccia levigata per infrangersi sugli scogli e nel pozzo che trovansi ai suoi piedi.

La cascata, a seconda della stagione e della quantità d' acqua, presenta aspetti diversi.

D' inverno un candido manto l' avviluppa dai piedi in su: l' acqua scompare nel ghiaccio. Nelle altre parti dell' anno si presenta or maestosa gonfia di acque, di schiuma, lanciando spruzzi nella larga periferia, or modesta a tranquilla quasi colata di pesante metallo. La copiosità delle acque affluisce in maggior quantità or a destra ed or a sinistra in dipendenza dal materiale convogliato in alto. I boati prodotti dalla caduta delle acque diedero origine, nella fantasia popolare, alla leggenda di anime gementi, anime di persone malefiche, dette scongiurate, che nemmeno il diavolo le volle accettare nel suo regno.

Superiormente alla cascata un ardito ponticello ad arco collega le due sponde del torrente.

Qui ha inizio la gola, la Fondra ( da profonda, come vien chiamata dalla gente del luogo ), incassata fra due pareti, in parte nude scendenti a picco, in parte in ripido pendio rivestite di erba, di arbusti e di piante.

Nel fondo spumeggia il torrente. Questo orrido, lungo un kilometro, assomiglia, in piccolo, alla ben conosciuta, Via Mala.

Nel punto dove finisce la parte più incassata, altro ponticello ancor più ardito del precedente, attraversa la gola ad un' altezza di circa 60 metri.

Più in su il fondo cambia bruscamente di livello e forma delle belle cascatelle.

La valle continua per un' altro kilometro.

LA VALLE DI SOLADINO.

Il sentiero passa dalla sponda sinistra a quella destra e prosegue formando delle ripide spirali fino a raggiungere la montagna di Piandalero: bella estensione, in lieve pendio, ricca di prati, di cascinali e di ciliegi.

A Piandalero si schiude un paesaggio tutto diverso. Si potrebbe escla-mare con Dante « di poi uscimmo a riveder le stelle ». La valle si allarga, le pendici a sinistra son coperte di prati, di cascine, di pascoli e ricche di boschi.

Proseguendo alla quota di metri 1858 trovasi il lago di Alzasca che misura metri 350 di larghezza e oltre 500 di lunghezza con una profondità di 39. Paradiso dei pescatori, le di cui numerose trote, molto magre, hanno la testa sproporzionatamente sviluppata. Il lago è inquadrato da bei larici, da un' alta parete grigia, da scogli e da ricchi pascoli.

Il bacino imbrifero della valle di Soladino misura circa 20 kilometri quadrati ed è circoscritto da catene di monti culminanti coi pizzi Gramalena, m. 2325, Cremalina, m. 2270, Molinera, m. 2295, Alzasca, m. 2265, e Muzzi, m.1860.

Annovera gli alpi di Tramoscia, Arbeglia e Alzasca. Quest' ultimo è molto esteso, ha pascolo ricco, 4 corti e può portare fino a 120 vacche. Il formaggio che vi si fabbrica, tipo Piora, è molto apprezzato.

Si accede al lago d' Alzasca, oltre che da Someo per la valle di Soladino con due sentieri, quello di Piandalero e quello di Peroncio; da Gresso e da Vergeletto pel passo Rocchetto; da Niva per la valle Cangello e da Cevio per la montagna di Morella e l' alpe di Sascola. Sulle estese pendici dell' alpe di Alzasca si osservano ancora numerose ceppaie di larici abbattuti qualche secolo fa, i di cui tronchi, fatti scorrere in fondo al pendio venivano poi convogliati dalle acque accumulate presso Piandalero ( la così detta serra ).

Superiormente al ponte della cascata di Soladino trovasi un grosso macigno, che pare voglia sbarrare l' ascita dalla gola, nel quale si riscontrano gli incavi dove venivano infissi dei tronchi d' albero così da formare una grande griglia che serviva a fermare i tronchi di larice wi convogliati, come detto, dalle acque, poiché se avessero proseguito nello sbalzo della cascata si sarebbero infranti. Dallo sbarramento suaccennato i tronchi venivano fatti scorrere fino al fiume a mezzo di un canale costruito pure con tronchi d' albero, detto so venda. Il fiume convogliava poi il legname fino al lago Maggiore, da dove, in formazione di zatteroni, proseguiva fornendo prezioso materiale da costruzione al Piemonte ed alla Lombardia.

Nei pressi di Piandalero, prima di salire verso l' alpe di Arbeglia, esiste tuttora un fabbricato con relativo canale di adduzione dell' acqua del vicino torrente che serviva all' esercizio di una segheria.

La valle di Soladino, colla sue cascate, il suo orrido, i suoi prati, i suoi boschi, il suo lago, le sue vette brune merita di essere conosciuta ed apprezzata anche dal lato turistico.

N. B. Nel linguaggio della valle vien designata col nome di montagna i luoghi con prati e cascinali abitati in autunno ed in primavera, prima e dopo dell' alpeggio del bestiame.

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