Lasciamo vivere anche gli e-mountainbiker

In merito all’articolo Approccio critico alle e-mountainbike, in «Le Alpi» 08/2019

Già non vedo l’ora di conoscere la posizione del CAS sulle e-mountainbike, che dovrebbe essere resa nota a fine estate. Da decenni sono sciatore, escursionista di montagna e, da un anno ormai, anche un appassionato e-mountainbiker. E davvero fatico a capire che, stando alla Deutscher Alpenverein (DAV), ora vi sarebbero dei mountainbiker migliori e peggiori: da un canto quelli che si portano in quota con gli impianti per poi precipitarsi a valle; dall’altro, gli e-mountainbiker che, almeno stando a quanto ho osservato sinora, con la bici elettrica si fanno anche la salita – ovviamente per poi gustarsi anche la discesa. «Diamo importanza al movimento basato sulle proprie forze», afferma la DAV, che perciò vorrebbe vietare nelle sue capanne la ricarica degli accumulatori. L’accesso a queste strutture dovrebbe allora essere coerentemente vietato anche a tutti gli sciatori, gli escursionisti e i mountainbiker che fanno uso degli impianti, e la DAV si dovrebbe impegnare per la chiusura di questi ultimi. Che sciocchezza! Vivi e lascia vivere, con rispetto e considerazione reciproci: questo è ciò di cui tutti avremmo più che mai bisogno, e per cui varrebbe la pena di impegnarsi.

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