Nella terra dei Walser Alla ricerca di tracce nel Parco naturale dell’Alta Valsesia

A sud di Domodossola si biforca la Valle della Sesia. Lungo il suo versante settentrionale corre un grandioso tratto della GTA, la via escursionistica della «Grande Traversata delle Alpi». Chi ritiene che le Alpi siano turisticamente sovrasfruttate vi scoprirà il contrario.

«L’ultimo residente fisso di Campello Monti è deceduto nel 1980 a 86 anni. Era un ‹patriarca della montagna› e si chiamava Augusto Riolo. Il suo volto era altrettanto scavato degli scoscesi e magri pendii erbosi della sua patria. E sempre ornato da un paio di ispidi peli di barba, e occhi piuttosto piccoli, socchiusi e pieni di umorismo, ma anche di completo stupore per tutto ciò che accadeva attorno a lui.» Così scrive Kurt Wanner nel suo volume escursionistico Unterwegs auf Walserpfaden. E di certo Augusto Riolo sarebbe stato felice di vedere rinascere la scuola ormai vuota di Campello Monti, seppure non più per qualche alunno, quantomeno come alloggio per escursionisti. Cosa che fa anche il ristorante Alla Vetta del Capezzone.

Giovanni, il proprietario, ci mostra orgoglioso le sue opere di intaglio. Nella Val Strona, la fabbricazione di oggetti d’uso comune e giocattoli in legno vanta una lunga tradizione. Da qui proviene la gran parte dei mestoli in legno d’Italia, da cui il suo soprannome, «Val di Cazzuj», ma anche «Valle di Pinocchio». Il mestiere trattiene ad ogni modo ancora qualcuno dall’andarsene – ma anche la GTA, la Grande Traversata delle Alpi, dovrebbe contrastare l’abbandono dei luoghi. Da Omegna, la corriera ci ha portato a Forno, distante un paio di gradevoli ore di cammino da Campello Monti: un accesso ideale alla lunga via escursionistica che intendiamo seguire fino ad Alagna. Il villaggio sorge al centro della congiungente tra Zermatt e Lugano, e ciò nonostante nel mezzo del nulla.

Il parco naturale più alto d’Europa

Tra la Val Strona e la Valle della Sesia, la GTA coincide con il Grande Sentiero Walser, per la gran parte lungo il margine e su due tappe anche attraverso il Parco naturale Alta Valsesia. Istituito nel 1979, il «parco naturale più alto d’Europa» si estende da un’altitudine di 930 metri ai torreggianti 4554 metri della Signalkuppe e include le estremità delle valli Mastallone, d’Egua, Sermenza e Sesia. Protegge la regione dagli impianti di risalita, peraltro ampiamente diffusi nelle vicine valli di Macugnaga, tra Alagna e Gressoney. Qui si superano passi con straordinarie vedute sul Monte Rosa e si pernotta in pittoreschi villaggi walser, a volte aggrappati ai pendii come nidi d’aquila.

«Abitare scomodo» a Rimella

Un percorso particolarmente tortuoso è quello della Val Mastallone, dove si trova il comune di Rimella: «Una successione di gole strette e profondamente scavate che si insinuano tra affilate dorsali verso il corso principale», scrive Albert Schott. Insegnante di tedesco, era fortemente interessato a quest’isola linguistica. Percorse la regione nel 1839 e raccolse i suoi primi studi destinati ai successivi studiosi dei Walser nella sua opera Die Deutschen am Monte Rosa, pubblicata nel 1840.

Rimella si compone di 16 frazioni (vedi anche pagina 22). Grondo, la più bassa, sorge a 961 metri; Villa Superiore, la più alta, a 1333. Nel complesso, i 29 chilometri quadrati del comune si estendono su un dislivello di quasi 1600 metri. «Un abitare scomodo», descrive Schott la posizione esposta dei villaggi, «e quando a una donna che sciacqua sfugge una scodella, la si vede rotolare fino al torrente e poi mai più.»

«Die vo Termignon»

Era l’estate del 1256, quando un clan di Visperterminen, all’ingresso delle valli di Visp, si mise in cammino verso meridione per poi fondare, superati gli alti passi, l’odierna Rimella. Allora, Visperterminen si chiamava Terminum, e gli immigrati vennero così chiamati «die vo Termignon», quelli di Termignon – e divennero in seguito la famiglia Termignoni. Chi visita il cimitero di Chiesa ne troverà il nome su numerose tombe. In più ondate, durante l’alto Medioevo, furono molte le famiglie contadine del Vallese che si insediarono nelle diverse valli a sud del Monte Rosa. In quelle valli alte e difficilmente accessibili finì per svilupparsi una propria cultura linguistica. Quando Mussolini assunse il potere, il «brutto dialetto» fu bandito dalle scuole e il tedesco dei Walser si tramandava ormai solo all’interno delle famiglie. Con l’italianizzazione, si è anche fortemente modificato. La crisi agricola, il fascismo e le guerre mondiali contribuirono al declino della cultura walser. Molti fecero ritorno in Svizzera, altri si trasferirono nelle città. Solo pochi rimasero, ma la maggior parte di essi è attempata o pendolare.

Ancore più degna di nota è perciò la fama acquisita dall’albergo Fontana, per eccellenza il punto d’incontro del villaggio, dove si trova anche il negozio di generi alimentari e un bar. Attorno ai suoi tavoli possono nascere vivaci discussioni tra turisti, contadini di montagna, casalinghe, pensionati e pendolari. E scolari: è infatti presente una classe proveniente da Monaco di Baviera, che intende farsi un quadro reale dei suoi studi sul declino dell’agricoltura e il turismo dolce. E dove, se non proprio lungo la GTA? Mentre gli alpeggi sopra Rimella vengono ancora caricati, in altre parti della valle la situazione è ben diversa: boschi fitti e villaggi abbandonati. Qui ogni vallata affronta il suo destino e lotta per sopravvivere. E oltre i passi e le creste, si erge indifferente il Monte Rosa.

GTA: la «Grande Traversata delle Alpi»

La GTA è una via escursionistica segnalata che percorre l’intero arco alpino occidentale. L’itinerario è lungo circa 1000 km, suddivisi in circa 65 tappe giornaliere. La GTA è solitamente libera dalla neve a partire da fine giugno. A volte impegnativo è l’orientamento nel terreno disabitato poiché le marcature sono irregolari e il percorso non è sempre chiaramente identificabile. La GTA risulta impegnativa poiché passa spesso di valle laterale in valle laterale. I dis­livelli quotidiani tipici variano tra i 600 e i 1200 m in salita e discesa.

La GTA è stata aperta, marcata e munita di alloggi alla metà degli anni 1970 grazie al grande impegno delle popolazioni locali. Dopo un primo boom, l’interesse è calato, facendo compiere marcia indietro a promotori e finanziatori locali. Nel 1985, nell’area germanofona la GTA è proposta da Werner Bätzing (vedi pagina 20) come esempio di turismo ecologico e sostenibile. Ciò nonostante, conta poco più di 200 pernottamenti per tappa e anno.

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