Protezione con senso della misura

La protezione dei territori elencati nell’Inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali di importanza nazionale (IFP) è estremamente importante per noi alpinisti (pagina 33). I paesaggi di montagna intatti e incontaminati rappresentano il fulcro delle nostre escursioni e rendono l’arrampicata un’impareggiabile esperienza totale. È opportuno che noi alpinisti ci impegniamo per la tutela di questi territori e la preservazione della loro natura incontaminata. La cosa fondamentale è che l’uomo non ne venga escluso e che gli venga garantito il libero accesso con la sua sola forza muscolare.

Ma proprio questo libero accesso subisce sempre più pressioni su di un altro piano della tutela. Con l’applicazione restrittiva della revisione dell’ordinanza sulla caccia, in molti cantoni vengono predisposte nuove zone di tranquillità e vengono ridotti gli itinerari consentiti all’interno delle bandite di caccia federali. Il CAS e tutte le sue sezioni si devono adoperare per esigere oculatezza e ponderazione degli interessi, affinché si giunga a una mediazione tra il diritto al libero accesso e le legittime disposizioni di tutela di piante e animali. Un’ulteriore pressione sui territori escursionistici ancora liberamente accessibili proviene dalla creazione di nuove infrastrutture e dalle azioni supplementari introdotte a compensazione. Così ogni volta vanno persi contemporaneamente due territori escursionistici, quello in cui è stata costruita la ferrovia di montagna e quello compensatorio posto sotto tutela. Il CAS si impegna fortemente per una protezione equilibrata della fauna selvatica, per esempio attraverso il patrocinio della campagna «Chi rispetta protegge», la verifica della compatibilità con la natura di tutti gli itinerari delle nuove guide pubblicate e le attività di formazione di guide escursionistiche, custodi di capanne e accompagnatori di escursionismo.

Dalla revisione dell’ordinanza IFP mi auguro, per noi alpinisti, che venga preservata la bellezza dei nostri straordinari paesaggi montani. Ogni tanto dovremo dunque opporci, tramite il diritto di ricorso delle associazioni, a nuove opere infrastrutturali. Per quanto riguarda il libero accesso, possiamo e dobbiamo aver voce in capitolo nel campo di tensione tra gli interessi dei cacciatori e quelli della protezione degli animali e della fauna selvatica e impegnarci per soluzioni ponderate nei cantoni e nei comuni. A che cosa servono paesaggi stupendi se gli uomini ne vengono esclusi?

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