Puro fumo negli occhi

In merito all’articolo Involucri in plastica: non molliamo!, in «Le Alpi» 10/2018

Il numero di ottobre ci dà la lieta notizia: in un prossimo futuro, «Le Alpi» non dovrà più essere spedito nell’attuale, fortemente inquinante involucro di plastica. Fin qui, tutto bene! Nella medesima edizione, in dieci inserzioni che riunite occupano quattro pagine intere sono pubblicizzate spedizioni ed escursioni nell’Artico, in Giappone, Kirghizistan, Patagonia, eccetera. La Lapponia e il Marocco sono addirittura le destinazioni meno lontane. Sembra che i lettori rappresentino un mercato in tal senso riconoscente. Ma con quale spreco di risorse si raggiungono tutti quei paesi? Altre buone quattro pagine ospitano poi la consueta pubblicità per le nostre attrezzature hi-tech, tutte in materiali che la natura non produce. Anche se quegli oggetti dovessero essere sfruttati fino alla fine del loro ciclo vitale – cosa che non dovrebbe costituire un’eccezione – rimarrebbero connessi a un considerevole carico ambientale. Con questo intendo dire che la lotta contro le pellicole di plastica da pochi milligrammi non è che puro fumo negli occhi e, in parte, un alibi per evitare di mettere in discussione il proprio comportamento.