Sciabilissimo Chaussy | Club Alpino Svizzero CAS

Sciabilissimo Chaussy Principianti ammessi a una gita divertente e variata.

L’ordine delle cose talvolta si inverte, e lascia che la natura si riprenda i suoi diritti. Tempo fa, durante l’inverno si accedeva al Pic Chaussy con una cabinovia: oggi, questa cima delle Prealpi vodesi ritenuta facile si conquista con gli sci da escursione.

Sulla cima del Pic Chaussy (2351 m), Rodolphe Pulfer si gode la vista su Les Diablerets, il Monte Bianco e le Dents du Midi. Figlio di questa terra, è qui che ha imparato a sciare, quando d’inverno al picco si saliva ancora con la cabinovia. «Cominciavamo sulle piste in basso, poi acquistavamo sempre più sicurezza e quota. Per me, prendere posto nelle cabine rosse e salire in cima al Chaussy per poi lanciarmi lungo la pista nera era la grande avventura.» Soprattutto nei giorni di forte vento, quando la bise gelava il volto e faceva oscillare le cabine. «Con mio fratello aumentavamo l’oscillazione fino ad averne paura», ricorda Rodolphe con un sorriso velato di nostalgia.

Un territorio restituito alla natura

Oggi, il 49enne originario di Pully non è meno entusiasta di salire al Chaussy. «La fatica della salita con gli sci conferisce un certo merito a coloro che raggiungono il picco. Provo sempre altrettanto piacere a salire quassù, e non rimpiango lo smantellamento dell’impianto. Se quando l’hanno chiuso ho provato una stretta al cuore, oggi mi dico che, nelle Alpi, di stazioni ne abbiamo sicuramente abbastanza da lasciare che qua e là la natura si riprenda il suo spazio.»

La scarsa redditività e la vetustà hanno avuto ragione dell’impianto, chiuso nel 1987. Per un po’ si parlò di ristrutturazione, ma le pressioni degli ecologisti spinsero all’abbandono del progetto. Alcune tracce dell’infrastruttura, come il basamento di un pilone e la stazione di arrivo in vetta, erano ancora visibili sino a poco tempo fa, le ultime vestigia di quel passato ormai trascorso sono state smantellate nel 2009. Al Col des Mosses, punto di partenza dell’escursione, una vecchia sciovia è ancora in vendita!

Facile, ma con prudenza

Attrattivo, il Pic Chaussy lo rimane per molti aspetti. Oltre all’attraversamento di paesaggi variati, con una successione di alpeggi, boschi e panorami più alpini, l’itinerario ha la fama di essere facile e accessibile ai principianti, purché capaci di sciare fuori pista. Rari tratti ripidi a fine percorso e un’uscita esposta verso la cresta sommitale ne riassumono le poche difficoltà tecniche, che tuttavia richiedono una certa attenzione.

A metà strada, sulla riva del Lac Lioson, gelato, Sabine e Stéphanie studiano la carta. Buone sciatrici, abituate alle stazioni di sport invernali, le due losannesi iniziano la loro prima stagione di sciescursionismo. «Per mettere in pratica i consigli che ci hanno dato degli amici più esperti facciamo escursioni facili e variate», spiegano. Il Pic Chaussy ha il vantaggio di sommare entrambi i parametri, offrendo ad ogni modo la sensazione di trovarsi in alta montagna. Lasciato il lago, le due sciatrici si addentrano nella conca del Chenau. Rese inquiete da qualche slittamento fanno attenzione a non avvicinarsi troppo ai versanti problematici.

In questa clemente giornata invernale è facile discernere l’itinerario nella neve fresca. Se nella salita tutti o quasi optano per il percorso che tocca il Lac Lioson, per la discesa i più audaci si lanciano nella conca orientata a nord, sperando di trovarvi della neve migliore. Cima, boschi, alpeggi: il film si riavvolge nel ritorno alla casella di partenza, il Col des ­Mosses.

Sciatori e sommozzatori

Sorvegliato dal Pic Chaussy, il Lac Lioson è inserito in un circo di montagne. Famoso per le sue acque limpide e pescose durante l’estate, d’inverno il luogo diventa meta dei sommozzatori del ghiaccio. Al centro del lago, i sub, con il nero delle mute che si staglia netto nel paesaggio immacolato, entrano ed escono da un foro circolare praticato nel ghiaccio. Sotto lo spessore gelato seguono un filo d’Arianna per osservare il balletto delle bolle d’aria e i riflessi colorati della luce solare, filtrata da questa effimera banchisa.

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