Un assaggio di Tokio 2020

In agosto, l’arrampicatrice Petra Klingler è riuscita in quello che un gran numero di atlete e atleti di massimo livello sognano da molto: ai Mondiali, in Giappone, si è qualificata per i Giochi olimpici 2020. Un momento che non solo ha sciolto le lacrime della 27enne, ma che, in termini di emozioni, non ha quasi conosciuto pari anche per l’intero team elvetico presente sul posto. Ho avuto l’opportunità di accompagnare lo Swiss Climbing Team del CAS in veste di responsabile per la comunicazione e i media – un’avventura unica e straordinaria anche per me.

I Campionati del mondo si sono disputati a Hachioji, un sobborgo di circa 580 000 abitanti di quell’immensa metropoli che è Tokio, in un centro sportivo ben poco spettacolare. Sebbene il Giappone sia tra le nazioni più forti, attorno all’edificio le indicazioni che in quella sala si stessero misurando le e i massimi rappresentanti al mondo della disciplina erano poche.

Fuori, i 35 gradi del sole d’agosto bruciano sulla pelle, e l’80% di umidità relativa ci fa colare il sudore sui volti. Nella palestra di arrampicata, per contro, ci attendono temperature da frigorifero, e neppure i 2000 spettatori riescono a riscaldarla davvero durante le qualifiche della combinata.

Dopo un su e giù – non solo per le temperature – in questo penultimo giorno di Mondiale Petra Klingler arrampica per il biglietto olimpico.

La competizione rasenta il thriller, e il brivido non manca. A fronte della moltiplicazione delle singole posizioni nelle tre discipline speed, boulder e lead, la classifica cambia in continuazione. Solo dopo la disciplina conclusiva, la difficoltà, e l’ultimissima atleta risulta chiaro: Petra Klingler è la prima tra le atlete svizzere a mettersi in tasca l’ingresso alle Olimpiadi estive del 2020!

Con Petra Klingler, il CAS dispone di un’ambasciatrice giovane e dinamica, capace di incarnare non solo l’arrampicata sportiva, ma la totalità dello sport della montagna. Per l’elvetica, ora, si tratta della piena concentrazione sui Giochi, così da presentarsi al massimo della forma tra un anno. E anche Tokio dovrà prepararsi alla grande sfida dei Giochi olimpici.

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