Un festival di superpoteri

L’incontro fortuito con un animale selvatico non mi lascia mai indifferente. Ogni volta, mi fermo. Ci guardiamo. Il tempo rimane allora come sospeso. Per un istante non c’è nient’altro che io e l’animale. Ogni volta si verifica una specie di affascinamento. Non me ne stanco mai. E ho avuto modo di constatare come non se ne stancano neppure coloro per i quali questi incontri sono diventati una routine professionale. Bertrand Gentizon è uno di loro. Durante un anno, questo biologo e guida di montagna condividerà con noi la sua meraviglia di fronte ai superpoteri di cui sono dotati i discreti abitanti delle nostre montagne. Dei suoi innumerevoli incontri con la fauna riferisce fatti capaci di ingelosire i migliori atleti umani. Cifre alla mano! E a introdurre questa nuova serie (vedi pagina 52) è il camoscio, il beniamino dei nostri clubisti. In salita sa correre cinque volte più veloce di uno specialista di corsa verticale. Il suo superpotere? Un cuore proporzionalmente grande due volte il nostro. Anche se occorre precisare che il camoscio partiva con un handicap non trascurabile. Il nostro biologo l’ha cronometrato nella neve alta, un elemento che, nelle Alpi, l’ungulato di certo frequenta quasi otto mesi all’anno, ma nel quale non è per nulla a suo agio a causa degli zoccoli inadatti: in realtà, quello che ci fa da emblema è arrivato in montagna piuttosto tardi, sui tacchi a spillo…

E a seguire, quello che Bertrand Gentizon ci riserva è un festival di superpoteri. Nessuno di voi ha mai sognato di essere 30 volte più resistente al freddo, di poter camminare a piedi nudi nella neve alta senza sprofondare o di rendersi invisibile durante un’escursione? Più semplicemente, non avete mai sognato di avere tutto l’agio per dormire due volte di più e ricuperare dopo un lungo fine settimana in montagna? Il la è dato, lasciamoci affascinare dalla meraviglia!

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